La crisi delle memorie sta riscrivendo le priorità del mercato mobile, e Samsung sembra aver già scelto la sua strategia. Secondo quanto riportato dal sito sudcoreano ETNews, l'azienda avrebbe pianificato un taglio drastico della produzione dei Galaxy A, la serie più venduta della fascia media, con una riduzione di circa il 20% e almeno 10 milioni di unità in meno rispetto ai piani iniziali. Un intervento che non si fermerebbe al 2026: altri tagli sarebbero già stati messi in calendario per il 2027.
Il paradosso delle memorie
Il motivo è presto spiegato. Il prezzo di RAM e storage è salito al punto da superare il costo medio dei telefoni più accessibili, comprimendo i margini di guadagno fino a renderli insostenibili. Per evitare di proporre dispositivi entry level a prezzi non competitivi, Samsung avrebbe deciso di ridurre gli ordini di componenti rispetto ai prospetti di inizio anno e di riallocare le risorse verso i modelli di fascia alta.
Obiettivo: correggere la rotta
La mossa punta a correggere il trend negativo della divisione MX (Mobile Experience), che sta soffrendo proprio sul fronte dei volumi economici. Spostare l'attenzione sui flagship significa tutelare i margini, ma anche accettare un mercato in cui si vendono più dispositivi premium e meno smartphone economici. Una dinamica che rischia di pesare sui consumatori, sempre più orientati verso alternative meno costose o costretti a spendere di più per un nuovo telefono.