L'adozione dell'intelligenza artificiale nelle farmacie sta aprendo nuove opportunità per migliorare i servizi al cliente, ma porta con sé una serie di sfide normative. Un recente approfondimento evidenzia come una farmacia possa implementare tre tipi di servizi basati sull'AI, ognuno dei quali si scontra con regole diverse in materia di privacy e pubblicità. Il primo servizio riguarda i promemoria per i servizi prenotati, che toccano direttamente i dati sulla salute, considerati particolarmente sensibili dal GDPR.
Dati sanitari e consenso
Quando una farmacia utilizza l'AI per inviare promemoria relativi a prestazioni sanitarie prenotate, entra in gioco il trattamento di dati personali relativi alla salute. Questi dati richiedono un livello di protezione rafforzato e un consenso esplicito da parte dell'utente. È fondamentale che il sistema di intelligenza artificiale sia progettato per rispettare i principi di minimizzazione e di sicurezza, evitando che informazioni sensibili finiscano in canali non protetti o vengano utilizzate per finalità diverse da quelle concordate.
Richiami commerciali e fidelizzazione
Il secondo e il terzo servizio riguardano i richiami per il rinnovo di terapie e le attività di fidelizzazione. In questi casi, la linea di demarcazione tra comunicazione di servizio e pubblicità diventa sottile. Le normative italiane ed europee impongono che le comunicazioni commerciali siano chiaramente identificabili e che l'utente abbia la possibilità di opporsi facilmente. L'AI può aiutare a personalizzare i messaggi, ma deve essere configurata per rispettare le preferenze espresse e per non trasformare un promemoria utile in una sollecitazione promozionale non richiesta.
In sintesi, l'integrazione dell'AI in farmacia richiede un approccio privacy by design e una chiara distinzione tra finalità di cura e finalità commerciali. Solo così è possibile sfruttare i vantaggi dell'automazione senza incorrere in sanzioni e senza compromettere la fiducia dei clienti.