Steve Jobs definì i portatili con touchscreen 'terribilmente scomodi dal punto di vista ergonomico' e per oltre un decennio Apple ha rifiutato con fermezza di realizzarne uno. Oggi quella posizione cambia radicalmente con il nuovo MacBook Pro, il primo portatile dell'azienda di Cupertino ad abbracciare un'interfaccia touch. L'obiettivo dichiarato è rendere macOS più amichevole al tocco, anche se resta da capire come Apple intenda risolvere il problema di dover sollevare il braccio per toccare lo schermo.
Design più leggero e logo luminoso
Il nuovo MacBook Pro da 14 pollici con display ProLED XDR pesa appena 3 libbre (circa 1,36 kg), un netto miglioramento rispetto ai modelli non touch della generazione attuale, che partono da 3,4 libbre per i nuovi M6. La differenza si amplifica sul modello da 16 pollici, fermo a 4 libbre contro le 4,7 della versione M5 Pro senza touchscreen. Apple ha poi reintrodotto il logo luminoso, un dettaglio apparentemente minore ma che ha entusiasmato il pubblico durante la presentazione, riportando un po' di carattere in una linea di prodotti diventata nel tempo piuttosto utilitaristica.
Prezzo premium e specifiche
Come prevedibile, il nuovo arrivato comporta un sovrapprezzo. Il modello con touchscreen OLED parte da 2.899 dollari, ovvero 400 dollari in più rispetto a un MacBook Pro M5 Pro con specifiche altrimenti simili. Un investimento che Apple giustifica con l'innovazione dell'interfaccia e con il design alleggerito, ma che posiziona il dispositivo nella fascia più alta del mercato dei portatili professionali.
La domanda resta aperta: riuscirà Apple a risolvere i problemi ergonomici che Jobs aveva bollato come insormontabili? L'azienda ha lavorato su un'esperienza touch più integrata in macOS, ma la sfida di unire precisione del mouse e immediatezza del dito è tutt'altro che semplice. Il debutto sul mercato dirà se questa scommessa sarà vincente o se il verdetto di Jobs resterà valido.