Un nuovo capitolo nel mondo del cybercrime mostra quanto l'intelligenza artificiale possa essere piegata a scopi malevoli. Secondo quanto rilevato dai ricercatori di Cisco Talos, lo stealer VOLTA non si limita più a sottrarre credenziali e portafogli di criptovalute: ora invia un vero e proprio dossier a OpenRouter, la piattaforma che aggrega diversi modelli linguistici, per ottenere una valutazione dettagliata della vittima.
Come funziona la catena di analisi
Il malware confeziona un pacchetto con i dati esfiltrati e li sottopone a un modello AI con una richiesta precisa: stimare il valore economico della vittima, il suo indirizzo di casa e il datore di lavoro. La prima scelta cade su Claude, ma se il modello rifiuta la richiesta per motivi etici, la catena passa automaticamente a Kimi K2 e infine a Gemini 2.5 Flash. Un meccanismo di fallback che garantisce ai criminali di ottenere comunque le informazioni desiderate.
L'impatto sul settore
Questo caso dimostra come gli attaccanti stiano sfruttando i modelli linguistici come strumenti di profilazione automatizzata, superando i limiti imposti dai filtri di sicurezza. La capacità di incrociare dati rubati con le potenzialità dell'AI generativa apre scenari preoccupanti per la privacy e la sicurezza degli utenti. Le aziende di cybersecurity sono chiamate a monitorare non solo il malware tradizionale, ma anche l'uso improprio delle API di intelligenza artificiale.