La comodità degli agenti AI porta con sé un compromesso piuttosto delicato, ovvero che per poterci aiutare davvero devono avere accesso a una quantità di informazioni molto maggiore rispetto a un normale chatbot. E quando di mezzo ci sono i messaggi privati, capire esattamente quali permessi siano stati concessi diventa fondamentale.
È proprio su questo punto che si sta consumando uno scontro tra Meta e il giornalista di Inc. Jason Aten. Quest'ultimo sostiene che Muse abbia letto alcuni suoi messaggi privati sul Mac nonostante Full Disk Access fosse disattivato. Meta sostiene invece che, tecnicamente, una cosa del genere non dovrebbe essere possibile.
Andy Stone, vicepresidente della comunicazione di Meta, ha spiegato che l'integrazione con Messaggi è completamente opzionale, e l'utente deve abilitare sia Full Disk Access, cioè l'accesso completo ai dati sul disco, sia il connettore dedicato a Messaggi.
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