Dopo le raccomandazioni di Satya Nadella sui modelli di intelligenza artificiale, arriva il monito di Brad Smith. Il presidente di Microsoft ha dichiarato alla BBC che è urgente introdurre una regolamentazione globale dell'AI, con obblighi precisi in materia di sicurezza. Secondo Smith, il Regno Unito — non gli Stati Uniti — dovrebbe guidare la stesura di queste regole attraverso il suo AI Security Institute (AISI).
Norme globali e kill switch
Smith ha affermato che l'AI è meno regolamentata del latte o delle lavatrici, un paragone forte che sottolinea il ritardo normativo. Il presidente di Microsoft chiede standard di sicurezza globali, tra cui l'obbligo legale di notificare le vittime in caso di violazione da parte di un agente AI fuori controllo. Inoltre, esperti indipendenti dovrebbero approvare i prodotti AI prima del rilascio. Come Nadella, Smith ritiene necessario un freno di emergenza o kill switch per bloccare i modelli impazziti.
Il ruolo del Regno Unito e le critiche a Trump
Secondo Smith, il Regno Unito è nella posizione migliore per promuovere queste regole grazie all'AISI. La sua posizione si scontra con quella di Donald Trump, che ritiene sufficienti le leggi esistenti o l'autoregolamentazione, come nell'accordo di fine settembre. Smith lo considera un buon inizio, ma non basta: ci saranno sempre aziende meno responsabili che ignoreranno le regole. In Europa, l'AI Act sarà applicato dal 2 agosto 2026, ma per Microsoft serve uno sforzo globale.
La partita sulla regolamentazione dell'AI è aperta. Da una parte c'è chi, come Microsoft, chiede norme vincolanti e un coordinamento internazionale; dall'altra chi, come Trump, punta sull'autoregolamentazione. Il tempo stringe e le decisioni dei prossimi mesi determineranno il futuro della sicurezza nell'AI.