Anthropic ha presentato al Nasdaq il documento S-1 per la sua offerta pubblica iniziale, un passaggio che potrebbe avvenire già il mese prossimo con una valutazione compresa tra 1,5 e 2 trilioni di dollari. Se confermati, questi numeri la farebbero entrare di diritto nella ristretta cerchia delle aziende più preziose del pianeta. Il fascicolo, centinaia di pagine fitte di dati, offre per la prima volta uno sguardo concreto sull'economia di un laboratorio di intelligenza artificiale di frontiera.
Secondo Joey Brookhart, analista di SemiAnalysis, il documento non presenta particolari punti deboli. L'azienda ha scalato con efficienza fino a superare i 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, con margini lordi, margini sul calcolo e flusso di cassa libero in linea con le attese degli investitori. Una solidità che ha spinto al rialzo l'intero comparto dei semiconduttori e delle società attive nel calcolo, tornato a correre nelle ultime sedute.
La scommessa sui ricavi da mille miliardi
Il nodo vero resta la crescita futura. Il CEO Dario Amodei ha dichiarato di vedere una strada verso 1 trilione di dollari di ricavi, ma oggi il mercato è ancora molto ristretto: tra i due principali laboratori si contano circa 120 miliardi di ricavi annualizzati, generati soprattutto dall'1% dei clienti che spende tra 50mila e 100mila dollari per dipendente. Le grandi aziende della Fortune 500, tradizionalmente protagoniste della spesa IT, restano per ora ai margini.
Gran parte dei ricavi di Anthropic arriva dal coding, quasi un unico settore verticale. Per arrivare alla cifra indicata da Amodei servirebbe la transizione verso il lavoro d'ufficio, dove l'AI passerebbe dall'affiancamento alla sostituzione vera e propria della manodopera. Brookhart individua possibili nuovi mercati nella cybersicurezza, con contratti da otto cifre e più, e nel settore bio, ma avverte che non esistono molti altri comparti capaci di spostare davvero l'ago.
Concorrenza e modelli open source
La pressione esterna non manca. Nella prima metà dell'anno Anthropic ha dominato il mercato, assorbendo il 90% dei nuovi ricavi netti del settore, ma nel terzo trimestre OpenAI è tornata a crescere e i modelli open source sono passati da circa 1 a oltre 10 miliardi di dollari di ricavi da inferenza. Molte aziende, timorose di cedere i propri dati, preferiscono addestrare modelli aperti internamente e gestire l'inferenza on-premise, come fanno ormai anche gli studi legali.
Il quadro che emerge dall'S-1 è dunque quello di una società finanziariamente solida, ma costruita su assunzioni molto ambiziose circa il futuro dell'AI. La domanda che gli investitori di Wall Street dovranno porsi non riguarda i margini attuali, bensì la capacità di Anthropic di trasformare la promessa dell'AGI in ricavi concreti, in un mercato sempre più affollato da Google DeepMind, Meta e SpaceX.