Opera ha introdotto una nuova funzione nel suo browser per dare agli utenti un controllo più granulare sulla pubblicità. Si chiama blocco manuale degli elementi e permette di eliminare singoli componenti di una pagina web, come banner e riquadri che spesso sopravvivono agli ad blocker tradizionali. La funzione è disponibile per ora solo su Opera 139 Developer, la versione sperimentale del browser.
Come funziona il blocco degli elementi
L'utilizzo è semplice: si clicca con il tasto destro sull'elemento indesiderato e si seleziona “Block this element”. L'elemento sparisce immediatamente e il browser memorizza l'azione per quel sito, così non bisogna ripetere l'operazione a ogni visita. C'è anche l'opzione “Block multiple elements”, che consente di selezionare e rimuovere più parti della stessa pagina in una sola volta. Un cursore di scorrimento regola la precisione della selezione per colpire elementi simili.
Per chi ha usato uBlock Origin, la funzione non è una novità: l'estensione offre da anni un selettore di elementi simile. Opera non ha dichiarato se si sia ispirata a uBlock, ma la somiglianza è evidente. Tuttavia, uBlock Origin rimane disponibile su Opera, quindi chi lo utilizza già non guadagna un superpotere in più. Anzi, chi sfrutta l'estensione per funzioni avanzate difficilmente la abbandonerà per questa novità integrata.
Limiti e prospettive future
Nonostante l'entusiasmo, i siti web combattono da anni contro gli ad blocker: cambiano i contenitori degli annunci, rimescolano gli script e spostano i banner di pochi pixel per eludere i blocchi. Se oggi si elimina un elemento, domani il sito potrebbe rinominarlo e farlo riapparire, costringendo a ricominciare. Il precedente non è incoraggiante: persino uBlock Origin ha smesso di inseguire le pubblicità di Facebook, perché la piattaforma cambiava troppo spesso.
Per ora la funzione è confinata alla versione Developer, e Opera non ha annunciato quando arriverà nella versione stabile. Gli utenti comuni possono attendere o installare la versione per sviluppatori e fare da cavie. La mossa di Opera segnala però una tendenza: i browser integrano sempre più strumenti di blocco per rispondere alle richieste degli utenti, senza ricorrere a estensioni esterne.