Un nuovo studio guidato dal paleontologo Shuzhong Shen della Nanjing University rimette in discussione una delle narrazioni più consolidate della storia naturale: quella delle cinque grandi estinzioni di massa. Secondo la ricostruzione della biodiversità presentata dal team, tre delle cinque grandi crisi biologiche non sarebbero state eventi improvvisi e catastrofici, ma processi molto più lenti e graduali, distribuiti su archi temporali ben più ampi di quanto la comunità scientifica avesse finora ipotizzato.
Una curva della biodiversità da riscrivere
Il cuore dello studio è una nuova curva della biodiversità costruita incrociando dati fossili e stratigrafici su scala globale. I ricercatori hanno analizzato la scomparsa e la comparsa delle specie nel tempo geologico, scoprendo che in tre dei cinque grandi eventi di estinzione il declino non fu un crollo verticale, ma una erosione progressiva durata potenzialmente milioni di anni. Un risultato che mette in discussione l'immagine delle estinzioni di massa come fulmini a ciel sereno, spesso associate a impatti di asteroidi o a eruzioni vulcaniche improvvise.
Perché cambia il modo di studiare il passato
Se confermata, questa ricostruzione avrebbe implicazioni profonde. Anzitutto sul piano metodologico: i modelli che datano le crisi biologiche andrebbero rivisti, perché la risoluzione temporale dei reperti fossili potrebbe aver finora compresso eventi in realtà molto più diluiti. In secondo luogo, cambierebbe il modo di interpretare le cause: estinzioni lente suggeriscono pressioni ambientali cumulative, come variazioni climatiche prolungate o perdita progressiva di habitat, piuttosto che singoli eventi catastrofici.
La ricerca non chiude il dibattito, anzi lo riapre: la storia della vita sulla Terra potrebbe essere meno fatta di colpi di scena improvvisi e più di lente trasformazioni. Un cambio di prospettiva che riguarda anche il presente, visto che comprendere come le specie scompaiono nel tempo geologico aiuta a leggere con più lucidità la crisi della biodiversità che stiamo vivendo oggi.