Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, alcuni produttori Android starebbero valutando un deciso ridimensionamento della memoria RAM sui prossimi smartphone economici. Le varianti base dei modelli attesi nei prossimi mesi potrebbero fermarsi a appena 4 GB di RAM, un valore che riporta la fascia bassa indietro di circa dieci anni rispetto agli standard attuali, dove anche i telefoni da meno di 200 euro partono spesso da 6 o 8 GB.
La corsa all'IA cambia le priorità
Il motivo di questa inversione di tendenza sarebbe da ricercare nell'intelligenza artificiale. L'integrazione sempre più spinta di funzioni IA on-device richiede chip dedicati e memorie più veloci, ma soprattutto sposta gli investimenti dei produttori verso componenti di fascia alta. Per contenere i costi e mantenere prezzi competitivi, l'attenzione si concentrerebbe su NPU e ottimizzazioni software, riducendo la RAM tradizionale destinata alle attività ordinarie.
In pratica, i telefoni economici potrebbero affidarsi a modelli IA compressi e processati in cloud per le funzioni più pesanti, lasciando alla RAM locale solo i compiti di base. Una scelta che, se confermata, avrebbe un impatto concreto sull'utilità quotidiana: meno app in background, minore reattività nel multitasking e una longevità ridotta del dispositivo.
Un passo indietro che pesa sull'utilità
Per gli utenti, il ritorno a 4 GB di RAM significa dover fare i conti con un'esperienza d'uso più frammentata, soprattutto con le app moderne sempre più esigenti. Le versioni Android recenti, inoltre, sono progettate per sfruttare più memoria e garantire aggiornamenti nel tempo. Se la tendenza dovesse consolidarsi, la fascia bassa rischierebbe di diventare terreno di sperimentazione per un'IA che, ironicamente, promette di semplificare la vita ma finisce per penalizzare l'hardware.