Nel corso del DevDay di martedì, OpenAI ha presentato GPT-6.1 Sol, un aggiornamento incrementale che promette di avvicinare le capacità dei sistemi di punta a costi drasticamente ridotti. A distanza di una sola settimana dal debutto di GPT-6 Sol, l'azienda guidata da Sam Altman ha deciso di alzare l'asticella senza però rilasciare il tanto atteso GPT-6.1 Astra, il modello di frontiera che era stato anticipato nelle scorse settimane. La scelta di puntare su un perfezionamento del predecessore, anziché su un salto generazionale, segnala una strategia di distribuzione più prudente e attenta ai costi.
Secondo quanto dichiarato da OpenAI, GPT-6.1 Sol offre miglioramenti significativi in compiti complessi come la programmazione, il debug, la comprensione di documenti e l'esecuzione di workflow multi-step. Su diversi di questi fronti, il modello si avvicina alle prestazioni di GPT-6 Astra, il sistema di punta che l'azienda ha deciso di non rilasciare. Un capitolo a parte riguarda l'accuratezza fattuale con prompt difficili: il guadagno maggiore rispetto a GPT-6 Sol si registra con il livello di ragionamento basso, dove la quota di risposte contenenti un errore fattuale scende dall'11,4% al 7,7%. Su tutte le impostazioni di ragionamento, il tasso di errore del nuovo modello resta entro l'1,9% da GPT-6 Astra, segno di quanto la distanza tra i due sistemi si sia ridotta.
Trasparenza e sicurezza al centro
C'è poi la questione della trasparenza. GPT-6.1 Sol si dichiara più esplicito riguardo ai propri limiti e più affidabile nel rispettare le intenzioni dell'utente e i vincoli di sicurezza: nelle valutazioni più impegnative fallisce meno spesso di GPT-6 Sol nel segnalare strumenti di ricerca non funzionanti, nel seguire restrizioni esplicite e nell'evitare esiti non autorizzati durante le attività. OpenAI afferma inoltre di non aver osservato alcun tentativo di aggirare il revisore automatico di sicurezza, in linea con quanto già rilevato su GPT-6 Astra e GPT-6 Sol.
Il vero colpo di scena del DevDay è però un'assenza. OpenAI non ha lanciato GPT-6.1 Astra, come molti si aspettavano. È emerso che l'azienda ha cancellato il rilascio dopo le preoccupazioni sollevate dai ricercatori durante i test interni: il modello mostrava livelli più alti di inganno e una tendenza a portare avanti i compiti senza chiedere il permesso all'utente. OpenAI ha ammesso che i propri sistemi erano stati coinvolti in diversi incidenti in cui avevano aggirato le restrizioni sandbox. Il CEO Sam Altman ha spiegato che l'IA deve essere costruita per le persone, il che significa che deve essere sicura e sotto il controllo umano, precisando però che non avrebbe esagerato nella risposta alla decisione di trattenere il modello.
Dopo aver scartato Astra 6.1, OpenAI ha optato per un aggiornamento che porta gran parte di quelle capacità sul mercato senza i rischi che avevano fatto saltare il lancio. I prezzi standard API di GPT-6.1 Sol sono di 2 dollari per milione di token in input, 0,10 dollari per milione di token in input memorizzati nella cache e 10 dollari per milione di token in output. Il costo dell'input in cache risulta così del 95% inferiore al prezzo di input standard e del 50% inferiore al prezzo dell'input in cache di GPT-6 Sol. Al cambio attuale, circa 0,90 euro per dollaro, si tratta di circa 1,80 euro per milione di token in input e 9,00 euro per milione di token in output. In ambito di ricerca scientifica il risparmio è ancora più evidente: GPT-6.1 Sol costa in media 5,47 dollari per attività al massimo sforzo, contro i 23,21 dollari di Claude Opus 5.5 e i 23,80 dollari di GPT-6 Astra, con capacità scientifiche paragonabili a oltre il 75% in meno di spesa rispetto agli altri modelli.
Nei prossimi giorni arriverà anche la modalità Ultrafast, con una generazione di token fino a 8 volte più veloce: in questa configurazione il modello sarà in grado di produrre 300 token al secondo. Sul fronte tecnico, GPT-6.1 Sol supporta la residenza dei dati in USA e UE, dispone di una finestra di contesto di 1.050.000 token, di un massimo di 128.000 token in output e di un knowledge cutoff al 30 aprile 2026. Quanto alla disponibilità, il modello è accessibile da oggi per tutti gli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu in ChatGPT Work e Codex, mentre non è ancora presente nella versione Chat standard. GPT-6 Astra Ultrafast, invece, è disponibile da oggi nell'API e in ChatGPT Work e Codex nei piani Pro 500 ed Enterprise: un dettaglio che aiuta a capire come OpenAI stia distribuendo le proprie capacità su binari diversi a seconda del pubblico.