Alcuni utenti hanno segnalato che i Ray-Ban Meta di seconda e terza generazione registrano le conversazioni senza il consenso delle persone coinvolte. L'audio e le relative trascrizioni testuali finiscono nella cronologia dell'app Meta AI, trasformando di fatto gli occhiali in un dispositivo di ascolto continuo. La vicenda, riportata da Punto Informatico, riaccende i riflettori sui rischi per la privacy legati ai wearable intelligenti.
La luce si accende, ma senza Hey Meta
Un utente ha raccontato su Reddit di aver riscontrato il problema su tutti e tre i paia di occhiali acquistati. Quando parla, la luce di notifica bianca si attiva per indicare la registrazione in corso, ma ciò accade anche senza aver abilitato l'impostazione "Rispondi senza Hey Meta". In pratica, gli occhiali restano sempre in ascolto: diversi utenti hanno paragonato il funzionamento a quello di un sistema di sorveglianza di massa.
Il bug sarebbe stato introdotto da un recente aggiornamento firmware. Il supporto tecnico di Meta ha suggerito all'utente di disattivare gli aggiornamenti automatici, le autorizzazioni per microfono e fotocamera e l'impostazione che rileva automaticamente quando gli occhiali vengono indossati. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato che il problema è stato risolto, ricordando che gli utenti possono visualizzare e rimuovere le registrazioni vocali nelle impostazioni dell'app Meta AI in qualsiasi momento.
Il bug persiste e cresce l'allarme in Europa
Meta non ha però specificato l'origine del malfunzionamento né il numero di occhiali coinvolti. Lo stesso utente ha successivamente scritto che il bug era ancora presente dopo l'installazione del nuovo firmware distribuito dall'azienda. Diversi utenti hanno suggerito di non acquistare prodotti di un'azienda nota per diverse violazioni della privacy, alimentando un dibattito che coinvolge anche le istituzioni.
In Norvegia potrebbe essere vietato l'uso degli smart glass nei luoghi pubblici, mentre i garanti europei della privacy hanno evidenziato i rischi e suggerito alcune misure correttive. La questione resta aperta: se da un lato Meta minimizza parlando di un errore tecnico già corretto, dall'altro le segnalazioni degli utenti e le preoccupazioni delle autorità continuano a mettere sotto pressione il settore dei dispositivi indossabili.