La Cina accelera nella corsa allo spazio pesante. Secondo indiscrezioni, lo scorso ottobre Pechino avrebbe dato il via libera definitivo allo sviluppo e alla costruzione del Lunga Marcia 9, il nuovo razzo spaziale riutilizzabile destinato a diventare il pilastro del programma astronautico cinese per le prossime decadi. L'approvazione formale segna il passaggio dalla fase di studio a quella realizzativa, con un cronoprogramma che punta a test sempre più ambiziosi.
Un gigante da 150 tonnellate
Il dato che colpisce è la capacità di carico: il Lunga Marcia 9 sarà in grado di trasportare fino a 150 tonnellate in orbita terrestre bassa (LEO), un valore che lo collocherebbe nella stessa categoria dei razzi super-pesanti come lo Starship di SpaceX e il defunto Saturn V. Questa potenza di lancio è essenziale per le missioni di esplorazione oltre l'orbita terrestre, in particolare per gli sbarchi lunari e per i futuri viaggi verso Marte.
Il progetto prevede un design completamente riutilizzabile, con un primo stadio in grado di tornare a terra e di essere recuperato, seguendo la strada già tracciata da altri operatori internazionali. Pechino punta così a ridurre i costi di accesso allo spazio e a rendere sostenibile una cadenza di lanci elevata, necessaria per costruire e rifornire una base lunare.
La sfida tecnologica di Pechino
Lo sviluppo del Lunga Marcia 9 non sarà privo di ostacoli: motori a metano liquido di nuova generazione, materiali avanzati e sistemi di guida per il rientro controllato sono solo alcune delle sfide ingegneristiche da superare. L'approvazione di ottobre rappresenta comunque un segnale politico forte: la Cina intende competere alla pari con le potenze spaziali occidentali, sia sul piano scientifico che su quello commerciale.
Nei prossimi anni assisteremo probabilmente ai primi test dei prototipi, mentre il mondo osserva con attenzione le mosse di Pechino. Se il programma rispetterà le attese, il Lunga Marcia 9 potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti dell'esplorazione spaziale del futuro.