Intel ha completato la struttura esterna della Fab 62 in Arizona, un passo importante nella sua strategia di espansione produttiva. Tuttavia, l'avvio della produzione vera e propria è previsto solo entro la fine del 2028: un orizzonte temporale che lascia intendere quanto sia lungo e complesso il percorso per riportare la produzione di chip avanzati sul suolo americano.
Arizona: struttura pronta, ma i chip arriveranno tra anni
La Fab 62 rappresenta uno dei tasselli chiave del piano di Intel per aumentare la capacità produttiva e competere con i colossi asiatici del settore. La costruzione dell'edificio è terminata, ma l'installazione delle attrezzature e il processo di qualificazione richiederanno ancora tempo. Il 2028 è quindi la data indicativa per vedere i primi wafer uscire dalla linea produttiva, sempre che non subentrino ulteriori ritardi.
Ohio: un cantiere che procede tra mille incognite
La situazione in Ohio è ancora più incerta. Dopo anni di ritardi, la costruzione della fabbrica sta procedendo, ma l'entrata in funzione è stimata intorno al 2030. Un ritardo che pesa sulle ambizioni di Intel di rafforzare la propria presenza manifatturiera negli Stati Uniti e di attrarre clienti esterni per i suoi servizi di fonderia.
Proprio la domanda dei clienti esterni sarà il fattore decisivo: Intel ha bisogno di ordini concreti per giustificare gli ingenti investimenti. Senza un portafoglio clienti solido, il rischio è che le nuove fabbriche restino sottoutilizzate, vanificando gli sforzi per colmare il divario con concorrenti come TSMC e Samsung. La strada è tracciata, ma i tempi restano lunghi e le incognite numerose.