Hubble continua a produrre scienza di primo livello, ma la sua orbita si sta lentamente abbassando e il tempo per decidere il suo futuro si sta esaurendo. Per questo la NASA ha chiesto al settore privato di indicare quali tecnologie potrebbe mettere a disposizione per rialzare la quota, effettuare nuovi interventi di manutenzione o, in alternativa, accompagnare il telescopio verso un rientro controllato nell'atmosfera. Il documento di richiesta di informazioni è stato pubblicato il 29 ottobre dal Goddard Space Flight Center e non rappresenta ancora una gara, ma serve all'agenzia per capire quali capacità siano già disponibili o lo saranno nel prossimo futuro.
Un'orbita che scende inesorabilmente
Hubble orbita attorno alla Terra dal 1990 e, come tutti i satelliti in orbita bassa, risente della tenue resistenza atmosferica che progressivamente ne riduce la quota. A differenza di altri veicoli spaziali, però, non dispone di un sistema di propulsione autonomo per correggere la propria traiettoria. Secondo l'analisi citata dalla NASA, esiste una probabilità del 10% che Hubble rientri entro settembre 2032 e del 50% che ciò avvenga entro dicembre 2033. L'agenzia indica il 2033-2034 come finestra in cui il rientro diventa probabile, motivo per cui un'eventuale missione dovrebbe avvenire non più tardi del 2032.
Tre scenari possibili per il futuro del telescopio
La soluzione più immediata sarebbe intervenire direttamente sull'orbita: la NASA cerca aziende in grado di sviluppare, testare e gestire un veicolo capace di raggiungere Hubble, catturarlo in sicurezza e innalzarlo fino ad almeno 600 km dalla superficie terrestre. Una seconda opzione riguarda una vera missione di servicing che, oltre a modificare l'orbita, possa migliorare le prestazioni del telescopio e aumentarne la resistenza all'invecchiamento. Le aziende dovranno spiegare come intenderebbero effettuare lancio, rendez-vous e cattura, per quanto tempo resterebbero agganciate e quali rischi comporterebbe l'operazione, senza mai danneggiare Hubble.
C'è poi una terza possibilità, meno ambiziosa ma altrettanto importante: progettare una missione che consenta di porre fine in sicurezza alla vita operativa del telescopio. Senza interventi, Hubble è destinato a un rientro incontrollato nell'atmosfera; una missione commerciale potrebbe invece agganciarlo e guidarlo verso un rientro controllato o un'altra forma di smaltimento orbitale. Il Goddard fornirebbe informazioni tecniche e supporto degli esperti, mentre il partner commerciale dovrebbe fornire veicolo di lancio, navicella, sistema di servizio, gestione della missione e persino l'equipaggio, se previsto.
Secondo la NASA, le richieste di utilizzo di Hubble superano di oltre sette volte il tempo osservativo disponibile e il telescopio contribuisce a più di 1.000 pubblicazioni scientifiche ogni anno. Le sue osservazioni nell'ultravioletto e nel visibile sono complementari a quelle del James Webb e del futuro Nancy Grace Roman. Non esiste ancora un sostituto diretto: l'Habitable Worlds Observatory è indicato come possibile erede, ma non entrerà in funzione prima del 2040.