Raggiungere Marte è già un'impresa riuscita a pochissimi, quasi sempre alla NASA. Ma atterrare su una delle sue piccole lune è una sfida ancora più estrema: la gravità di Phobos è così debole che persino posarsi sulla superficie senza rimbalzare via rappresenta un problema tecnico difficilissimo da risolvere. Eppure il Giappone vuole provarci.
La sfida di MMX: posarsi dove la gravità quasi non esiste
La missione si chiama Martian Moons eXploration (MMX) ed è sviluppata dall'agenzia spaziale giapponese JAXA. La sonda partirà il 19 ottobre 2026 alla volta del Pianeta Rosso e raggiungerà la sua destinazione nell'agosto 2027. L'obiettivo è ambizioso: esplorare per la prima volta Phobos e Deimos, le due lune marziane, e riportare sulla Terra almeno 10 grammi di materiale prelevato direttamente da Phobos.
Un ritorno con campioni mai visti prima
Se il tentativo andrà a buon fine, MMX sarà la prima missione della storia a riportare a Terra campioni da una luna di Marte. Un traguardo che potrebbe chiarire l'origine di Phobos e Deimos — asteroidi catturati o detriti generati da un impatto gigantesco — e offrire nuove informazioni sulla formazione del sistema marziano. Non è la prima volta che il Giappone sorprende: con la sonda Hayabusa2 la JAXA ha già dimostrato di saper prelevare materiale da un asteroide e riportarlo a casa. Ora la sfida si sposta molto più lontano, ai confini dell'orbita marziana, dove ogni manovra dovrà essere calibrata al millimetro per non trasformare l'atterraggio in un rimbalzo senza ritorno.