La spettacolare presentazione della nuova Tesla Roadster ha riacceso i riflettori sulle frontiere dell'ingegneria automobilistica. Elon Musk ha promesso prestazioni fantascientifiche grazie a propulsori a razzo derivati da SpaceX e sistemi di ventole ad alta velocità per generare un effetto suolo senza precedenti. Tuttavia, l'idea di usare ventole per incollare un'auto all'asfalto non è affatto nuova nel mondo delle hypercar.
McMurtry Spéirling Pure: la pioniera dell'effetto suolo
Già nel 2022, la McMurtry Spéirling Pure, bolide elettrico britannico ideato da Sir David McMurtry e dall'ex ingegnere di Formula 1 Thomas Yates, aveva introdotto il sistema brevettato Downforce-on-Demand. Due ventole ad altissimo rendimento, capaci di girare fino a 23.000 giri al minuto, aspirano l'aria da un'area sigillata sotto il telaio in fibra di carbonio, generando una deportanza istantanea fino a 2.000 kg anche da ferma, a 0 km/h. Con un peso di circa 1.000 kg, il carico aerodinamico supera abbondantemente la massa del veicolo.
Per dimostrare l'efficacia del sistema, McMurtry ha posizionato la vettura su una piattaforma rotante invertita nella sede di Gloucestershire, riuscendo a farla restare appesa e a procedere a testa in giù, sfidando la gravità. Un'impresa immortalata in un video virale sui canali social ufficiali dell'azienda.
La risposta social e i record
Quando Tesla ha svelato i suoi piani per l'effetto suolo, McMurtry ha risposto con un post pungente su Instagram, ripubblicando il video della dimostrazione a testa in giù con il messaggio "Welcome to the club". Al di là della provocazione, la tecnologia delle ventole ha già dimostrato la sua efficacia nei cronometri: la Spéirling Pure ha stabilito il record assoluto al Goodwood Festival of Speed con un tempo di 39 secondi e 08 centesimi, oltre a demolire il primato sul circuito di Top Gear. Se Tesla punta a rivoluzionare il settore, la fisica dell'effetto suolo da ferma ha già la sua regina.