La domanda di componenti da parte dell'industria dell'intelligenza artificiale continua a generare effetti a catena. Sulla scia di quanto accaduto quasi un anno fa con la decisione di Micron di chiudere il marchio consumer Crucial per concentrarsi sui datacenter, la crisi dei semiconduttori tocca ora direttamente il settore delle console, colpendo la catena di fornitura delle cartucce fisiche per Nintendo Switch e per la futura Switch 2.
La produzione di ROM è "giunta al termine"
Stando a quanto emerso dall'ultima trimestrale, il produttore di semiconduttori Macronix ha annunciato che la produzione di chip ROM "è giunta al termine" e che l'azienda comincerà a "sganciarsi progressivamente dall'industria dei videogiochi". La notizia delinea scenari complessi per Nintendo, che l'analista David Gibson individua storicamente come il principale cliente di Macronix per la fornitura dei chip di memoria destinati ai supporti fisici di gioco.
I dati finanziari del Q3 confermano il drastico cambio di rotta: la produzione di ROM si è contratta del 39% su base annua, rappresentando ormai appena il 5% del business complessivo di Macronix. Lo spazio sui wafer da 12 pollici viene dirottato verso tecnologie più redditizie e richieste, come le memorie NOR, le NAND flash e le eMMC. La capacità produttiva è attualmente bloccata a 25.000 unità mensili, con nuovi investimenti da 1,2 miliardi di dollari che richiederanno almeno un anno per diventare operativi.
NOR e NAND volano, Nintendo cerca alternative
Come sottolineato dal presidente e CEO di Macronix, Miin Wu, durante la conference call sui risultati finanziari, "la domanda di memorie NOR utilizzate nei datacenter è estremamente robusta. I clienti ci inseguono per avere maggiore capacità". I ricavi legati alle memorie NOR sono cresciuti del 158% e quelli delle NAND sono balzati del 768% rispetto all'anno precedente. L'uscita di Macronix dal mercato delle ROM obbligherà Nintendo a fare affidamento su alternative come Rohm e Lapis Semiconductor, con un probabile incremento dei costi di produzione delle cartucce che si rifletterebbe sui prezzi finali.
Nintendo ha però ribadito di non voler abbandonare il formato fisico: ad agosto le vendite di titoli su supporto rappresentavano il 38,5% del fatturato ludico complessivo. Inoltre, il progressivo spostamento del mercato verso il digitale, con le vendite software in formato digitale salite al 61,5%, potrebbe nel tempo bilanciare la flessione della domanda di cartucce basate su ROM, mitigando l'impatto economico della riorganizzazione industriale in corso.