La corsa all'intelligenza artificiale sta mettendo a dura prova le reti elettriche, soprattutto negli Stati Uniti, dove i data center spuntano come funghi. Per far fronte a questa crescente domanda di energia, Amazon ha deciso di scommettere sul nucleare: l'azienda di Jeff Bezos finanzierà la costruzione di una nuova centrale nell'Indiana, riutilizzando il sito di un'ex centrale a carbone nella contea di Sullivan.
Un progetto da 960 MW con X-energy
Il progetto, sviluppato in collaborazione con American Electric Power (AEP) e X-energy, prevede l'installazione di 12 piccoli reattori modulari Xe-100 per una potenza complessiva di 960 megawatt. Questi reattori di nuova generazione sono progettati per essere più sicuri, economici e flessibili rispetto ai tradizionali impianti nucleari, e rappresentano una delle tecnologie più promettenti per la transizione energetica.
L'investimento di Amazon non solo contribuirà a soddisfare il fabbisogno energetico dei suoi data center, ma avrà anche un impatto positivo sulla rete elettrica locale, fornendo energia pulita e stabile. Inoltre, questo tipo di reattori modulari sono gli stessi che vedremo in futuro anche in Europa e in Italia, segnando un passo importante verso un'adozione su larga scala.
L'impatto sul settore tecnologico
La mossa di Amazon segue quelle di altre big tech come Microsoft e Google, che hanno recentemente annunciato investimenti nel nucleare per alimentare le proprie infrastrutture. L'obiettivo è ridurre le emissioni di carbonio e garantire una fornitura energetica affidabile per sostenere la crescita dell'IA. Con questo progetto, Amazon si posiziona all'avanguardia non solo nel cloud computing, ma anche nell'energia sostenibile, aprendo la strada a un futuro in cui i data center saranno alimentati da energia nucleare pulita.