Un centro di riparazione cinese ha lanciato un nuovo allarme sulla sicurezza delle schede video NVIDIA. In appena due giorni, il laboratorio ha ricevuto sette GPU con il connettore di alimentazione a 16 pin letteralmente fuso. Un numero definito anomalo per una singola officina, che riporta al centro del dibattito uno dei problemi più discussi degli ultimi anni nel mondo del gaming e del calcolo ad alte prestazioni.
Un problema che non si ferma
Il connettore 12VHPWR, poi evoluto nella revisione 12V-2x6, è stato introdotto con le GPU di fascia alta della generazione RTX 40 per gestire potenze sempre più elevate. Tuttavia, fin dal lancio sono emersi casi di surriscaldamento e fusione, spesso legati a un inserimento incompleto o a curvature eccessive del cavo. I nuovi episodi documentati dal centro cinese mostrano che il fenomeno non è affatto residuale, nonostante le rassicurazioni dei produttori.
Cosa rischiano gli utenti
La fusione del connettore può danneggiare irrimediabilmente la scheda video e, nei casi peggiori, compromettere l'intero sistema. Per chi possiede una GPU con questo standard, la raccomandazione resta quella di inserire il cavo fino in fondo, evitare piegature strette nei primi centimetri e verificare periodicamente lo stato del connettore. Un gesto semplice, ma che secondo i tecnici può fare la differenza tra un funzionamento sicuro e un guasto costoso.
Il caso riaccende inoltre le critiche verso un design che, a distanza di anni, continua a mostrare fragilità. Con l'arrivo delle future generazioni di GPU, la pressione su NVIDIA e sui partner per soluzioni di alimentazione più robuste è destinata a crescere.