L'intelligenza artificiale sta riscrivendo gli equilibri del mercato delle memorie. Secondo il Q3 2026 Global Memory Tracker di Counterpoint Research, nel terzo trimestre i ricavi globali del mercato DRAM sono cresciuti del 369% su base annua, trainati dalla domanda di acceleratori AI e infrastrutture per data center. Una cifra enorme che segna un cambio di paradigma per l'intero comparto.
Prezzi alle stelle, non volumi
La fase attuale, spiegano gli analisti, non è ancora una vera esplosione dei volumi: le spedizioni in bit sono aumentate solo di circa il 4% nel trimestre, mentre i ricavi DRAM si sono avvicinati ai 200 miliardi di dollari. A fare la differenza sono soprattutto i prezzi, con il prezzo medio di vendita salito a circa 1,9 dollari per gigabit. Counterpoint parla di un "pricing super-cycle": l'AI avrebbe trasformato la memoria da componente relativamente standardizzato a risorsa scarsa, con i clienti sempre più concentrati sull'assicurarsi la disponibilità dei chip piuttosto che sul trattare il prezzo. E la corsa non accenna a fermarsi: secondo le previsioni, i prezzi resteranno elevati anche nel 2027.
La guerra tra i produttori
Samsung mantiene la leadership con una quota del 38%, ma SK hynix ha recuperato parte del terreno perso nei trimestri precedenti, registrando una crescita sequenziale superiore al 40%. Micron ha beneficiato della forte domanda proveniente dai data center AI, pur crescendo più lentamente rispetto ai due concorrenti coreani, mentre CXMT è scesa dal 10% al 9%. Anche il mercato HBM, fondamentale per gli acceleratori AI, continua a crescere rapidamente: i ricavi di queste memorie sono quasi raddoppiati, ma la loro quota sul totale DRAM è comunque diminuita perché DDR e LPDDR sono cresciute ancora più velocemente. Un segnale chiaro: l'AI non è più solo un motore di innovazione, ma il vero arbitro dei prezzi e degli equilibri del settore.