Ci sono due cose che iPhone Duo condivide con iPhone Air, e forse non è un caso: il design, una linea che si stacca nettamente dal classicismo Apple, pulito e minimale, e il fatto che nessuno dei due sia uno smartphone per tutti. Apple vende decine di milioni di iPhone ogni trimestre perché riesce a dare quella sensazione di tecnologia trasparente: si smette di pensare allo strumento e si pensa solo a ciò che si sta facendo. Con il Duo, in dieci giorni di prova, questa sensazione è mancata quasi sempre.
Un'apertura che chiede attenzione
L'interfaccia dello schermo frontale, con la sua sagoma particolare e i controlli spostati di lato, costringe a ripensare i gesti. Sullo schermo interno molte app si presentano con bande nere o con comandi che in verticale non sono più dove ci si aspetta. E poi c'è il limite intrinseco dei pieghevoli: per fare qualsiasi cosa oltre a scrivere un messaggio bisogna aprirlo. In alcune giornate il pannello da 7,6 pollici (circa il 50% di superficie in più rispetto ai 6,9 del 18 Pro Max) è sembrato comodo per guardare un video in treno; in altre è mancato terribilmente un iPhone tradizionale, con il suo schermo più grande da chiuso.
Costruzione da riferimento, software in rodaggio
L'incredibile livello costruttivo dimostra ancora una volta che, sul fronte del premium, Apple non ha rivali. Il peso è di 254 grammi, appena 5 in più di un 18 Pro Max, e la cornice in titanio racconta la cura per ogni dettaglio: da aperto il Duo è spesso 5,2 mm, da chiuso 11,3 mm, per dimensioni di 117,8 × 84,1 mm. Il gioco di magneti che lo tiene chiuso e la fluidità con cui si apre, grazie al bordo smussato, non si trovano su nessun altro pieghevole. Anche l'animazione di apertura ha una funzione precisa: nascondere lo sbalzo di luminosità che ogni pannello OLED flessibile mostra nella zona della piega.
È comprensibile però perché Apple abbia scelto di creare un pieghevole: accontentare quella fetta di clienti tentati dai concorrenti, oggi che il divario con un Samsung Galaxy Z Fold8 si è ridotto sia sull'hardware sia sul software. Il Duo non sostituisce l'iPhone, ma ne affianca l'ecosistema: la funzione iPhone Handoff di iOS 27, che permette di passare da un iPhone all'altro mantenendo lo stesso numero via eSIM (non ancora attiva in Italia), esiste proprio per chi può tenere entrambi i dispositivi.
La sensazione è quella tipica degli early adopter: Apple ha prima creato un sistema di layout adattivi e poi ha spinto gli sviluppatori ad adeguarsi, con molti in ritardo. È successo con il notch di iPhone X, con la Dynamic Island, con Apple Silicon, e la storia dice che questi cambiamenti imposti alla fine vengono portati a termine. Il Duo è anche IP68, ma la certificazione non garantisce nulla sulla resistenza della polvere durante aperture e chiusure ripetute: un dettaglio da tenere presente. Il primo pieghevole Apple è un diamante grezzo, solido e pregiato, a cui manca ancora la trasparenza che rende un iPhone un iPhone.