La scelta di Sony di abbandonare progressivamente i supporti fisici continua a far discutere, e a distanza di mesi il malcontento tra i giocatori non sembra affatto rientrato. A rilanciare il dibattito ci pensa Hiroshi Matsuyama, CEO di CyberConnect2, che ha difeso apertamente la transizione verso il 100% digitale nel mondo dei videogiochi, definendola una strada non solo inevitabile ma anche vantaggiosa.
Praticità e margini: le ragioni degli sviluppatori
Secondo Matsuyama, il digitale offre una serie di benefici concreti: eliminazione dei costi di produzione e distribuzione dei supporti fisici, aggiornamenti immediati, minore impatto logistico e, soprattutto, maggiore redditività per gli sviluppatori. Un aspetto non secondario in un settore dove i budget di produzione crescono in modo esponenziale e i margini si fanno sempre più sottili.
C'è poi una questione tecnica che pesa sulla discussione: i dischi Blu-ray hanno una capacità limitata e non riescono più a contenere titoli di dimensioni gigantesche come il tanto atteso GTA 6. I giochi moderni richiedono decine e decine di gigabyte, spesso ben oltre lo spazio disponibile su un singolo supporto ottico, rendendo il formato fisico sempre meno adatto alle esigenze dell'industria.
I fan non ci stanno: il nodo del collezionismo
Dall'altra parte, però, resta forte la resistenza della community. Per molti appassionati il disco rappresenta non solo un oggetto da collezione, ma anche una forma di sicurezza: possedere una copia fisica significa non dipendere da server, licenze digitali o store online che potrebbero chiudere. La paura di perdere l'accesso ai propri giochi è un tema caldo, soprattutto dopo i recenti casi di rimozioni di contenuti dalle piattaforme.
Il dibattito, insomma, resta aperto: da un lato la praticità e la sostenibilità economica del digitale, dall'altro il valore affettivo e la tutela del consumatore garantita dal supporto fisico. Una partita che il settore dovrà necessariamente giocare fino in fondo.