Non arrivano buone notizie dal fronte climatico. Il nostro pianeta continua ad accumulare calore e il problema non riguarda soltanto le emissioni prodotte ogni anno: a preoccupare gli scienziati è soprattutto la quantità di gas serra che rimane intrappolata nell'atmosfera. Questi gas contribuiscono a trattenere energia e ad alimentare il riscaldamento globale per decenni, se non addirittura per secoli.
Un record che non lascia scampo
A confermare la tendenza è il nuovo bollettino dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), che fotografa una situazione tutt'altro che rassicurante. Nel 2025 la concentrazione media globale di anidride carbonica ha raggiunto 426,8 parti per milione (ppm), contro le 377,5 registrate nel 2004. Le misurazioni disponibili indicano inoltre che la crescita prosegue anche nel 2026, senza alcun segnale di inversione di rotta.
Cosa significano davvero quei numeri
Le parti per milione indicano quante molecole di CO2 sono presenti ogni milione di molecole d'aria. Anche aumenti apparentemente piccoli sono importanti, perché amplificano l'effetto serra e favoriscono l'accumulo di calore negli oceani e nell'atmosfera. È un meccanismo a catena: più CO2 si accumula, più il pianeta trattiene energia, con conseguenze durature sui sistemi climatici.
Il dato del 2025 segna un incremento di quasi 50 ppm in poco più di vent'anni, un ritmo che gli esperti definiscono senza precedenti. L'OMM sottolinea come la finestra per intervenire si stia restringendo e come le politiche di riduzione delle emissioni, da sole, non bastino più: serve affrontare anche l'enorme quantità di gas serra già presente in atmosfera, responsabile del riscaldamento che continuerà a farsi sentire ben oltre le azioni immediate.