Canva ha costruito un generatore di immagini proprietario e lo ha chiamato Canva Craft. La scelta più insolita riguarda l'addestramento: invece di nutrire il modello con milioni di fotografie, l'azienda lo ha allenato sui template e sui design creati dagli utenti della sua libreria, tra poster, post social, presentazioni, infografiche e layout tipografici.
Come funziona: prima il piano, poi l'immagine
Craft lavora in due fasi. Prima legge il prompt e ne ricava una sorta di mappa compositiva: dove posizionare ogni elemento, quali dimensioni assegnargli, cosa deve spiccare e cosa può restare sullo sfondo. Solo in un secondo momento genera l'immagine vera e propria, fino a 2K di risoluzione e in 30 proporzioni diverse, così da evitare ritagli manuali per adattare un post Instagram a una copertina o a una slide.
Secondo Canva questo approccio garantisce due vantaggi concreti: oggetti con dettagli credibili e testi realmente leggibili, senza quelle lettere che si sciolgono tipiche di molti generatori rivali. In più, permette ritocchi mirati senza alterare il resto dell'immagine, un limite che i concorrenti conoscono bene.
Design a livelli e disponibilità
Le immagini prodotte da Craft possono essere convertite in progetti a livelli tramite Canva Magic, il convertitore da immagine a design dell'azienda. Un'immagine generata smette così di essere un blocco unico e diventa un tavolo da lavoro con pezzi staccabili. Il modello è già disponibile per tutti gli utenti dalla scheda Dream Lab, arriverà tramite le API di Canva e, attraverso l'MCP, dovrebbe approdare anche in chatbot di terze parti come ChatGPT e Gemini.
Dietro Craft c'è anche Leonardo.ai, la piattaforma acquisita da Canva nel 2024, i cui ricercatori hanno contribuito allo sviluppo. Sono in arrivo due versioni più economiche, Craft-fast e Craft-ultrafast. La mossa risponde a logiche di qualità e velocità, ma anche di bilancio: ogni chiamata a un'API esterna è un costo, e un modello interno alleggerisce il conto. Il contesto aiuta a capire la fretta: Canva puntava a 4 miliardi di dollari di ricavi, ha poi ridotto le previsioni di crescita per il 2026 e, secondo analisti esterni, la valutazione sarebbe scesa da 42 a 35 miliardi.