Il collezionismo estremo è ormai una realtà consolidata: sempre più appassionati acquistano videogiochi, action figure, box di Pokémon e set LEGO senza mai aprire la confezione, nella speranza di rivenderli a cifre molto più alte in futuro. Ma nel caso specifico dei videogiochi, tenere tutto sigillato conviene davvero oppure è meglio godersi il gioco?
Un mercato in crescita ma dalle regole incerte
Il fenomeno delle copie sealed (sigillate) è esploso negli ultimi anni, alimentato da aste record e da una forte domanda da parte dei collezionisti. Tuttavia, secondo gli esperti del settore, i guadagni futuri restano tutt'altro che garantiti: il valore tende a salire in modo significativo solo per titoli rari, edizioni limitate o classici del retrogaming, come le prime produzioni per console storiche. Per la maggior parte dei giochi moderni, invece, la rivalutazione è modesta e soggetta alle mode del momento.
Giocare o conservare? Il vero dilemma
La scelta dipende dall'obiettivo: chi punta al profitto deve accettare l'idea di immobilizzare denaro per anni, sperando che la copia mantenga intatta la sua condizione e che il mercato continui a premiarla. Chi invece vuole vivere l'esperienza per cui il gioco è stato creato, difficilmente troverà soddisfazione nel lasciarlo sullo scaffale. In molti casi, la via più equilibrata è acquistare due copie: una da aprire e giocare, l'altra da custodire come investimento a lungo termine.
In definitiva, tenere i videogiochi sigillati può avere senso solo se si possiede un titolo davvero raro o si è disposti a pazientare per anni. Per tutti gli altri, il consiglio resta quello di aprire la confezione e premere start: il divertimento, dopotutto, è il valore più sicuro.