I cinque nuovi laptop Googlebook appena lanciati hanno un hardware che va dal buono all'eccellente, ma il software, allo stato attuale, rappresenta il vero punto debole. La promessa di un'alternativa fresca e ben progettata a Windows o Mac per chi possiede uno smartphone Android suona allettante, ma dopo una settimana di test intensivi emergono più di qualche intoppo. Alcuni problemi sono sistemici di Android stesso.
Un inizio in salita
L'idea di sostituire ChromeOS con Android per accelerare lo sviluppo è condivisibile, ma Googlebook OS sembra un passo indietro rispetto a ChromeOS al lancio. Molte app Android risultano goffe come su ChromeOS, e non mancano stranezze quotidiane: l'app Signal si collega facilmente al telefono, ma per inviare messaggi bisogna premere Ctrl+Enter e non si può evidenziare il testo. Photoshop e Lightroom sono accettabili per editing semplice, ma meglio un economico portatile Windows con app desktop complete. Non si possono trascinare finestre su desktop virtuali e il pulsante Clear All chiude tutte le app contemporaneamente, proprio come sull'app switcher di Android.
App Android poco ottimizzate
Netflix e quasi tutte le app di streaming si avviano a schermo intero in versione tablet, senza un windowing immediato. Poche app sono realmente ottimizzate per Googlebook, e molte non mostrano il contenuto durante il ridimensionamento della finestra. Alcune rispondono a tastiera e mouse, altre no, e quasi tutto è pensato per il touchscreen. La compatibilità con le app Android è spesso un terno al lotto, e le app Linux, installate tramite macchina virtuale Debian, non condividono file o appunti con Android, rendendo il passaggio tra i due ambienti lento e scomodo. Anche Steam gira, ma i giochi provati sono troppo laggosi per essere giocabili.
L'integrazione con lo smartphone è il vero punto di forza: rispondere a WhatsApp dalle notifiche, usare app proiettate dal telefono o trasferire file con Quick Share è davvero comodo. Tuttavia, la connessione cade di frequente, non è chiaro come collegare un secondo dispositivo e l'app File è lentissima nell'aprire o trasferire una singola foto. Il potenziale c'è, ma serve uno sviluppo molto più rapido per rendere Googlebook un laptop completo e non un tablet Android travestito.