Il Jet Propulsion Laboratory ha completato con successo la procedura soprannominata "Big Bang" anche su Voyager 1, dopo averla eseguita sulla sonda gemella Voyager 2 lo scorso agosto. L'intervento, durato circa sei settimane, punta a prolungare la vita operativa di uno dei veicoli spaziali più longevi della storia, lanciato nella seconda metà degli anni '70 e ancora in grado di raccogliere dati scientifici utili.
Come funziona il risparmio energetico
Gli ingegneri hanno spento tre dispositivi a bordo di Voyager 1, sostituendoli con tre alternative a consumo ridotto. L'obiettivo è alleggerire il carico sul generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG), che converte in elettricità il calore prodotto dal decadimento del plutonio. Poiché la scorta di plutonio si esaurisce progressivamente, ogni sonda perde circa 4 watt all'anno: un calo che la NASA non aveva previsto negli anni '70 e che ora richiede soluzioni ingegneristiche creative.
La manovra non è priva di rischi. Le sonde, lontanissime dal Sole, necessitano di essere riscaldate, e il funzionamento dei dispositivi contribuisce a evitare guasti. Per questo il passaggio è stato pianificato con cautela, evitando cali di temperatura troppo bruschi o prolungati. Grazie a questo intervento, gli strumenti scientifici ancora attivi potranno operare più a lungo del previsto.
Un traguardo storico e un imprevisto
Mentre Voyager 1 si avvicina a un traguardo storico — il 18 novembre 2026 raggiungerà la distanza di 1 giorno luce dalla Terra — tra il 18 e il 19 ottobre il Deep Space Network ha perso inaspettatamente il contatto durante due tentativi di comunicazione programmati a 24 ore di distanza. Il segnale è tornato da solo il 20 ottobre, prima che la squadra inviasse comandi diagnostici.
Gli ingegneri non conoscono ancora le cause dell'interruzione né il motivo del ripristino automatico. Le prime analisi indicano che un gruppo di propulsori è andato offline e che sono subentrati quelli di riserva, un meccanismo di protezione previsto dal computer di bordo. Le indagini proseguono e un aggiornamento potrebbe arrivare nelle prossime settimane o mesi.