La carenza globale di memorie continua a farsi sentire e le conseguenze si rifletteranno presto anche sui dispositivi più accessibili. Secondo le ultime indiscrezioni, entro il 2027 gli smartphone di fascia bassa saranno costretti a fermarsi a soli 4 GB di RAM, una dotazione che oggi troviamo persino su modelli ultra-economici. La causa è la crisi delle memorie che sta rendendo i chip DRAM sempre più costosi e difficili da reperire, spingendo i produttori verso scelte drastiche pur di non far lievitare i prezzi finali.
Una scelta obbligata per contenere i costi
Per i produttori di smartphone entry level, la riduzione della memoria non è una strategia commerciale ma una necessità. Con i costi dei componenti in costante aumento, ogni gigabyte risparmiato diventa fondamentale per mantenere i dispositivi sotto la soglia dei 150-200 euro. Tagliare la RAM a 4 GB consente di limitare l'impatto della crisi sulle catene di produzione, ma rischia di penalizzare l'esperienza d'uso: applicazioni sempre più pesanti e sistemi operativi più esigenti potrebbero rendere questi telefoni meno fluidi e longevi.
Un futuro incerto per la fascia bassa
La crisi delle memorie non risparmia nessun settore, ma è la fascia economica a pagare il prezzo più alto. Mentre i top di gamma continueranno a offrire 12 o 16 GB di RAM, i modelli base dovranno accontentarsi di 4 GB, creando un divario sempre più ampio. Alcuni analisti ipotizzano che i produttori potrebbero compensare con ottimizzazioni software e memorie virtuali, ma la realtà è che il 2027 segnerà un passo indietro per l'hardware accessibile. Una situazione che gli utenti meno esigenti potrebbero accettare, ma che rischia di rallentare l'adozione di funzionalità avanzate come l'intelligenza artificiale on-device, sempre più affamate di risorse.