La vicenda dei leak di Grand Theft Auto VI sta assumendo contorni sempre più sospetti. Il gruppo Cyberleek, che negli scorsi giorni ha diffuso numerosi filmati riservati del gioco, è tornato alla carica nel corso del weekend con un ultimatum a Take-Two Interactive e Rockstar Games. Le richieste? Un dietrofront sulla decisione di non pubblicare un'edizione fisica del titolo e delle scuse ufficiali, non meglio precisate. In caso contrario, il collettivo minaccia di rilasciare una build completa del gioco, inclusa l'intera modalità storia single-player.
La vera richiesta: 30 milioni per la memecoin
Dietro la facciata da crociata digitale, però, si nasconde un secondo obiettivo molto più losco. Cyberleek ha infatti dichiarato che il rilascio della build sarà subordinato al raggiungimento di 30 milioni di dollari di capitalizzazione per la sua memecoin omonima, basata sulla blockchain Solana. Già nelle settimane scorse era emerso che i gestori della crypto avevano liquidato circa 250.000 dollari poche ore prima della pubblicazione dello speciale dedicato al gioco su Netflix, per poi sparire nel nulla per diverso tempo. Un comportamento che, di per sé, grida vendetta.
Il crollo del token e i dubbi sulla build
Allo stato attuale, l'obiettivo dei 30 milioni appare irraggiungibile. Il valore di $CYBERLEEK ha toccato un picco di 7,6 milioni di dollari nelle scorse ore, per poi crollare drasticamente a 5 milioni nel giro di poche ore. La maggior parte di chi segue la scena ha ormai capito che l'intera operazione è una truffa, e l'unica incognita rimasta riguarda la sua effettiva gravità. Non è ancora chiaro, infatti, cosa il gruppo abbia realmente in mano: in molti dubitano che possieda davvero una build completa del gioco, come sostiene.
Nel frattempo, l'attenzione mediatica continua a spostarsi su un altro fronte: quello delle offerte tecnologiche. Ma mentre i riflettori restano accesi su GTA VI e sui suoi presunti leak, la sensazione è che Cyberleek stia semplicemente cavalcando l'onda per spremere qualche dollaro in più da una community sempre più scettica.