La NASA ha ufficialmente aperto una consultazione con il settore privato per esplorare la possibilità di effettuare interventi di manutenzione sul telescopio spaziale Hubble. L'agenzia spaziale statunitense ha pubblicato una richiesta di informazioni (RFI) per raccogliere proposte da parte di aziende interessate a sviluppare tecnologie capaci di alzare l'orbita del telescopio e migliorarne le prestazioni, con l'obiettivo di estenderne la vita operativa.
Perché serve un intervento
Lanciato nel 1990, Hubble orbita a circa 540 chilometri di altezza e negli ultimi anni ha subito un lento decadimento orbitale a causa dell'attrito con l'atmosfera residua. Senza un intervento, il telescopio rischia di diventare inutilizzabile entro il 2030. La NASA, che ha già effettuato cinque missioni di servizio con lo Space Shuttle (l'ultima nel 2009), ora valuta se affidarsi a operatori privati per una o più missioni robotiche in grado di rialzare l'orbita e magari sostituire componenti critici.
Le tecnologie in campo
Le aziende interessate dovranno dimostrare di possedere veicoli spaziali capaci di agganciare Hubble e spingerlo su un'orbita più alta, oppure di installare nuovi strumenti. Tra le proposte più accreditate ci sono quelle di SpaceX (con la capsula Dragon) e di altre società specializzate in servizi orbitali. La NASA valuterà anche la possibilità di aumentare la quota per ridurre l'attrito e prolungare la permanenza in orbita. La consultazione durerà alcune settimane e servirà a definire i requisiti per una futura missione, che potrebbe partire già nel 2025.
Se il progetto andrà in porto, Hubble potrebbe continuare a osservare l'universo per un altro decennio, colmando il gap con il telescopio James Webb e garantendo alla comunità scientifica dati preziosi. La mossa della NASA segna un cambio di paradigma: dopo anni di gestione interamente pubblica, il futuro dei grandi osservatori spaziali potrebbe passare sempre più spesso dalle mani delle aziende private.