Il settore solare europeo continua a macinare numeri in termini di occupazione, ma la produzione manifatturiera vive una crisi profonda. Secondo il Solar Jobs Report 2026 di SolarPower Europe, nel 2025 il fotovoltaico e l'accumulo a batteria hanno sostenuto circa 982.000 posti equivalenti a tempo pieno nell'Unione europea. Un dato in crescita rispetto agli anni precedenti, che conferma il ruolo centrale del solare nella transizione energetica.
Occupazione in aumento, manifattura in affanno
La contraddizione è evidente: mentre l'installazione di impianti e i servizi correlati trainano l'occupazione, le fabbriche europee di pannelli e celle solari stanno chiudendo o riducendo la produzione. La causa principale è la concorrenza dei produttori asiatici, in particolare cinesi, che offrono prezzi molto più bassi. Molte aziende del Vecchio Continente non riescono a competere e sono costrette a tagliare posti di lavoro o delocalizzare.
Il rapporto evidenzia come la crescita dell'occupazione sia concentrata soprattutto nelle fasi di installazione, manutenzione e sviluppo di progetti, mentre il segmento manifatturiero perde terreno. Questo squilibrio mette a rischio la sovranità energetica dell'UE, che dipende sempre più da forniture estere per componenti chiave come moduli e batterie.
Prospettive e sfide per il futuro
Nonostante le difficoltà, il solare resta una delle principali fonti di occupazione verde in Europa. Per invertire la rotta nella manifattura, servirebbero politiche industriali più incisive, incentivi alla produzione locale e dazi compensativi. Il Solar Jobs Report 2026 lancia un monito: senza un intervento deciso, la crescita dell'occupazione rischia di non bastare a compensare la perdita di capacità produttiva interna.