Elon Musk ha annunciato la costituzione di due commissioni speciali incaricate di valutare una possibile fusione tra SpaceX e Tesla. La decisione finale spetterà comunque agli azionisti. La notizia arriva a margine dei risultati finanziari del terzo trimestre 2026 di SpaceX, chiuso con ricavi in crescita del 161% su base annua, trainati soprattutto dalla connettività di Starlink.
Un riassetto iniziato nel 2025
La ristrutturazione dell'impero di Musk è partita nel 2025 con la fusione tra X e xAI, poi acquisita da SpaceX e trasformata nella controllata SpaceXAI, oggi SpaceXSI. SpaceX è diventata pubblica a giugno con la quotazione al NASDAQ e oggi vale circa 2.000 miliardi di dollari. Tesla, l'altra grande azienda dell'imprenditore, capitalizza invece intorno ai 1.500 miliardi. Musk è amministratore delegato di entrambe, per questo non prenderà parte alle discussioni: l'eventuale operazione dovrà essere approvata da almeno il 50% degli azionisti di Tesla.
Le ragioni di una fusione
Secondo Musk l'unione avrebbe vantaggi concreti, perché le due società condividono interessi su intelligenza artificiale, progettazione di chip, robotica e il progetto TeraFab. Il patron parla apertamente di «singolarità legata alla superintelligenza» e cita anche il trasporto di massa in orbita tramite la costellazione Starmind. La proposta elaborata dai comitati speciali verrà poi sottoposta al voto degli azionisti, che avranno l'ultima parola.
Dalla fusione nascerebbe un colosso da circa 3.500 miliardi di dollari, quinto al mondo per capitalizzazione dietro a NVIDIA, Apple, Alphabet e Microsoft. L'operazione richiederebbe comunque il via libera delle autorità antitrust. Intanto i conti di SpaceX mostrano ricavi per 14,6 miliardi nel trimestre e utili per 2,8 miliardi, quasi tutti generati da Starlink con 13,6 milioni di abbonati e oltre 11.100 satelliti in orbita. Musk punta a 1.000 miliardi di ricavi entro il 2028.