OpenAI ha rilasciato in beta la Decisions API, un servizio che sposta l'attenzione dall'IA generativa a quella decisionale. Invece di produrre testo libero, il modello sceglie tra opzioni predefinite dallo sviluppatore e restituisce una probabilità compresa tra 0 e 1. L'obiettivo è fornire al software decisioni strutturate e immediatamente utilizzabili, senza dover interpretare una risposta discorsiva.
Come funziona un decision model
Un decision model è un classificatore evoluto: riceve un contenuto, come il messaggio di un cliente, e una domanda tipizzata, ad esempio 'a quale reparto va assegnato?'. Il modello seleziona una delle risposte stabilite in anticipo e ne indica la confidenza. Rispetto a un LLM tradizionale, che genera testo e richiede etichette interpretabili, il decision model lavora direttamente su un insieme chiuso di possibilità, riducendo errori e latenze. OpenAI dichiara una velocità circa dieci volte superiore rispetto alla Responses API.
La Decisions API supporta tre tipi di domande: predicate, per verificare condizioni vero/falso, ad esempio se un prodotto presenta un danno visibile con probabilità 0,92; choice, per scegliere tra opzioni come fatturazione, spedizioni o supporto tecnico, con fallback consigliato; e score, per collocare un contenuto su una scala ordinata, come la gravità di un problema. Al momento l'unico modello disponibile è GPT-6 Luna, e le immagini vanno inviate in base64, non tramite URL.
Il prezzo è aggressivo: 0,10 dollari per milione di token in input, output gratuito, con possibili maggiorazioni per finestre di contesto lunghe. L'API supporta Zero Data Retention, l'uso in ambito sanitario secondo lo standard HIPAA e l'elaborazione negli Stati Uniti o in Europa. Sul mercato, Jev di TypeSafe costa 0,042 dollari per milione di token, mentre Perplexity Decider arriva a 0,02 dollari. Tuttavia OpenAI non ha pubblicato risultati di accuratezza confrontabili con i concorrenti, un dettaglio da non sottovalutare.
La Decisions API si rivolge a sviluppatori che costruiscono sistemi di classificazione, routing automatico e agenti IA, dove serve una decisione precisa e non una risposta discorsiva. Per esigenze più complesse, OpenAI continua a consigliare le Structured Outputs della Responses API e il function calling. La beta è già disponibile e il debutto in disponibilità generale è previsto nelle prossime settimane.