Chi ha detto che un anello smart debba restare per forza al dito? Samsung sta esplorando utilizzi alternativi per i suoi dispositivi indossabili: un brevetto depositato negli Stati Uniti descrive un Galaxy Ring pensato per essere agganciato allo spazzolino da denti e guidare l'utente durante la pulizia orale. L'azienda sudcoreana ha già confermato di lavorare alla seconda generazione del suo anello, attesa non prima dell'inizio del 2027, ma nel frattempo studia scenari d'uso decisamente insoliti.
Come l'anello riconosce lo spazzolino
Il passaggio dall'uso al dito a quello sullo spazzolino sarebbe gestito dai sensori: quando il rilevatore del flusso sanguigno smette di percepire il battito, oppure quando l'utente preme un pulsante dedicato, lo smartphone capisce che l'anello è stato spostato. A quel punto l'app Samsung Health recupererebbe da un server la cartella clinica odontoiatrica, con dati come età, radiografie, denti trattati o estratti, note del dentista e presenza di apparecchi ortodontici o malattie gengivali.
Tecniche di spazzolamento su misura
In base al profilo clinico, il sistema sceglierebbe la tecnica più adatta. Il brevetto cita una tabella esemplificativa: ai bambini tra 5 e 9 anni con dentatura sana vengono associati il metodo di Fones o quello a sfregamento; dai 10 anni in su si passa al metodo a rullo, al metodo di Bass in caso di malattia gengivale e al metodo di Charters per chi porta l'apparecchio o ha impianti. Ogni tecnica prevede angolazioni e movimenti specifici delle setole, che l'anello dovrà verificare in tempo reale.
Durante lo spazzolamento i sensori registrerebbero inclinazione, rotazione e pressione, inviando i dati al telefono. Per ogni dente il sistema confronterebbe i valori reali con quelli attesi sulle superfici esterne, masticatorie e interne: se la somiglianza scendesse sotto una soglia prestabilita, l'app mostrerebbe indicazioni correttive riferite a una precisa superficie di uno specifico dente. Sullo schermo comparirebbe l'immagine dell'arcata ricostruita dalla cartella clinica, con i denti mancanti tratteggiati e gli altri che cambiano colore man mano che vengono puliti.
Il brevetto prevede anche una modalità per i genitori che lavano i denti ai figli e un pulsante per inviare i risultati allo studio dentistico. Come sempre, un brevetto non garantisce che l'idea arrivi in produzione: il sistema funzionerebbe solo con cartelle cliniche digitali e condivisibili, condizione tutt'altro che scontata. Resta però l'interesse per un anello smart concepito come dispositivo trasversale, capace di operare anche lontano dal corpo e di aprire nuovi scenari per i sensori indossabili.