Nei giorni scorsi diversi siti hanno riportato una notizia che sembrava segnare una battuta d'arresto per il software libero: il governo danese avrebbe bocciato Collabora Office per tornare a Microsoft Office. La ricostruzione, però, non corrisponde ai fatti. Collabora Productivity, azienda britannica che sviluppa la suite basata su LibreOffice, ha precisato che si è trattato soltanto di un test e che nessuna sostituzione di Microsoft Office era mai stata prevista.
Un progetto per la sovranità digitale
Il Ministero della digitalizzazione danese aveva avviato nel 2025 un'iniziativa per valutare alternative agli strumenti di produttività di Microsoft, nell'ottica di rafforzare l'autonomia tecnologica del Paese. L'obiettivo non era rimpiazzare in blocco Office, ma ampliare la libertà di scelta e ridurre la dipendenza da un unico fornitore. La prima fase del progetto si è conclusa con successo: Collabora Office è stato integrato nella piattaforma F2 di cBrain, in uso presso tutti i ministeri, garantendo la piena compatibilità con i formati dei documenti creati in ambiente Microsoft.
Test sospeso, non fallito
Durante la seconda fase sono emersi alcuni problemi segnalati dai dipendenti ministeriali. Gli ingegneri di Collabora li hanno risolti gratuitamente, senza costi a carico dei cittadini. Prima però che il lavoro giungesse al termine, il nuovo esecutivo entrato in carica a giugno 2026 ha accorpato il Ministero della digitalizzazione a quello della ricerca e dell'educazione. Il test è stato così interrotto prima della valutazione finale, senza alcun giudizio sull'adeguatezza della suite.
L'azienda britannica respinge quindi con fermezza l'idea di una bocciatura: il buon esito dell'integrazione tecnica nella piattaforma F2 dimostra anzi che Collabora Office può rappresentare una valida alternativa a Microsoft Office. Collabora proseguirà la collaborazione con altre autorità pubbliche per sostenere l'ambizione danese di una piena sovranità digitale.