Non chiamatela più Intelligenza Artificiale, ma Super Intelligenza. È quanto imposto da Donald Trump a tutte le istituzioni statunitensi attraverso un ordine esecutivo firmato questa settimana. La prima conseguenza diretta e tangibile di questa decisione non si è manifestata nel settore dell'IA, bensì nel mondo dei domini internet: si è registrato un forte incremento nelle registrazioni di indirizzi con estensione .si.
Il dominio .si è il suffisso di primo livello associato alla Slovenia, analogamente al nostro .it e al .us statunitense. I dati mostrano un volume di assegnazioni mensili in crescita da luglio 2025 in poi, con un'impennata evidente a settembre. Un'analisi più ravvicinata delle ultime settimane rivela che il picco di richieste si concentra nei giorni immediatamente precedenti all'annuncio di Trump, suggerendo una correlazione diretta con l'ordine esecutivo.
Domain squatting e opportunità di guadagno
È chiaro che molti abbiano intravisto un'opportunità di profitto: il domain squatting, pratica antica quanto internet stessa, è tornato in auge. Numerosi soggetti stanno tentando di accaparrarsi domini .si con la prospettiva di rivenderli in futuro a prezzi maggiorati, cavalcando l'onda mediatica del termine 'Super Intelligence'. Per chi sperasse di accaparrarsi claude.si, la risposta è netta: è già stato registrato.
Va sottolineato che quanto sta accadendo avviene con la complicità dei registrar, i soggetti autorizzati alla vendita dei domini. Un esempio è la pagina ospitata da Hostinger, che fa leva proprio sull'introduzione del termine Super Intelligence associato all'intelligenza artificiale per promuovere la registrazione di domini .si. A scanso di equivoci, non c'è nulla di illegittimo in queste pratiche.
Implicazioni di mercato e prospettive future
L'effetto collaterale dell'ordine esecutivo di Trump solleva interrogativi sul confine sempre più labile tra politica tecnologica e speculazione digitale. Da un lato, la scelta terminologica imposta dal Presidente potrebbe ridefinire il linguaggio istituzionale americano; dall'altro, ha già innescato un mercato parallelo attorno a un'estensione nazionale slovena, dimostrando quanto i pronunciamenti politici possano influenzare dinamiche di nicchia del web.
Resta da vedere se l'interesse per i domini .si si rivelerà una bolla passeggera o un fenomeno duraturo. Certamente, l'episodio evidenzia come l'ecosistema digitale sia sempre più interconnesso con le decisioni politiche di alto livello, e come la corsa all'accaparramento di risorse virtuali possa scatenarsi in risposta a semplici annunci istituzionali.