Anthropic accelera la corsa verso Wall Street. La società dietro il chatbot Claude ha depositato il prospetto S-1 presso la Securities and Exchange Commission, preparandosi a battere OpenAI sul tempo con la prima grande IPO nel settore dell'intelligenza artificiale generativa. Nel documento l'azienda annuncia l'intenzione di quotarsi al Nasdaq con il simbolo di borsa "ANT".
Numeri da capogiro e perdite record
I conti rivelano una scala impressionante. Nella prima metà dell'anno Anthropic ha registrato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari su ricavi pari a 16,3 miliardi. Come anticipato dal Wall Street Journal sulla base di versioni trapelate del documento, la maggior parte del rosso deriva da oneri contabili legati alle note emesse dalla società per finanziarsi. A ciò si aggiungono impegni miliardari per l'accesso alla potenza di calcolo necessaria ad addestrare i modelli.
Tra gli accordi spiccano circa 3,1 miliardi di dollari al mese a SpaceX per l'accesso alle GPU Nvidia, una volta consegnata tutta la capacità prevista, per un totale che potrebbe arrivare a 120,5 miliardi entro il 2029. Altri impegni includono 44,9 miliardi con Microsoft fino al 2033, almeno 114,5 miliardi con Google nello stesso arco temporale e 110 miliardi con Amazon nei prossimi dieci anni.
La visione di Amodei e i rischi sul tavolo
Nel prospetto l'azienda rivendica una missione ambiziosa: "Crediamo che l'IA sia una delle tecnologie più decisive nella storia umana. Se gestita bene, potrebbe accelerare rapidamente l'innovazione scientifica, aumentare i tassi di crescita economica, rendere raggiungibili cure per malattie importanti e risolvere problemi che hanno resistito a generazioni di sforzi". Anthropic chiede agli investitori di comprendere quattro cose: il potenziale dell'IA, i rischi da affrontare, l'approccio unico dell'azienda e i modi in cui il suo comportamento potrebbe differire da quello di una società puramente orientata al profitto.
Sul fronte delle retribuzioni, il cofondatore e amministratore delegato Dario Amodei ha ricevuto un compenso complessivo di quasi 18 milioni di dollari nel 2025, in gran parte da azioni e opzioni. La sorella Daniela Amodei, cofondatrice, presidente e direttrice, è la seconda dirigente più pagata con 16,4 milioni. Il documento elenca poi una lunga serie di fattori di rischio, tra cui la possibilità che i modelli sviluppino "forme di coscienza", "tasse specifiche per l'IA" e esiti sfavorevoli nelle numerose dispute sul copyright relative all'addestramento. L'azienda avverte anche del rischio di incidenti "catastrofici" legati all'IA, sottolineando che probabilmente nessun singolo assicuratore — e forse l'intero settore assicurativo nel suo complesso — sarebbe in grado di coprire tali rischi.