Un nuovo progetto open source firmato Panchovix promette di modificare i parametri del VBIOS delle schede NVIDIA GeForce RTX senza riscrivere il firmware nella memoria flash. Il sistema sfrutta il driver grafico per caricare un'immagine personalizzata del firmware, aggirando utility come nvflash. Il pacchetto include NVIDIA VBIOS Vix Editor, disponibile per Windows e Linux, e i relativi strumenti di caricamento.
Come funziona il caricamento senza flash
Il software supporta le GeForce RTX 5000, 4000 e 3000, con supporto sperimentale per l'architettura Turing (RTX 2000); restano escluse le GPU RTX 4000 per notebook. L'editor permette di intervenire su limiti di potenza, tensioni massime, soglie di protezione dalla sovracorrente (OCP), canali delle ventole e intervalli di regolazione delle frequenze di core e memoria. Su Windows il loader salva l'immagine modificata in una chiave del Registro di sistema associata al driver NVIDIA, che la recupera all'avvio della GPU: basta un rapido riavvio della scheda per applicare le modifiche, senza nuovo flash.
Su Linux il procedimento passa invece dai moduli open source del kernel NVIDIA, consentendo al firmware GSP di inizializzarsi con l'immagine personalizzata. L'implementazione è ancora sperimentale: Fedora 43 è l'unica distribuzione verificata su hardware reale, con driver della serie 615.x, mentre su Windows serve almeno il driver 616.56. Le immagini modificate conservano la firma originale NVIDIA, ormai non più coerente con il contenuto alterato, e proprio per questo non possono essere scritte direttamente sulla scheda tramite nvflash.
Fino a 800 W di limite configurabile
Le dimostrazioni pubblicate mostrano interventi significativi sui limiti di fabbrica. Una RTX 5090 Founders Edition è passata da 600 a 700 W, con tensioni NVVDD e MSVDD salite da 1.110 a 1.150 mV; un'altra configurazione della stessa scheda è stata impostata a 800 W. Una RTX 5080 è salita da 360 a 500 W, mentre una RTX 4090 è stata portata da 550 a 671 W, con offset del core esteso fino a +2.000 MHz, il doppio del valore iniziale. Lo sviluppatore cita anche una RTX 5060 Ti portata da 185 a 300 W.
Si tratta di limiti configurabili, non di consumi effettivamente raggiunti né di incrementi prestazionali garantiti: frequenze e performance dipendono da qualità del chip, temperature, alimentazione e raffreddamento. I timing della memoria non sono modificabili, perché la scheda li legge direttamente dal chip flash. Resta inoltre l'incognita NVIDIA: lo scorso agosto l'azienda aveva bloccato via driver il metodo di mVolt+, che usava chiavi del Registro di sistema analoghe. Aumentare potenza e tensione comporta rischi concreti di instabilità, surriscaldamento, sovracorrenti nei connettori e danni permanenti alla GPU, anche con il VBIOS originale intatto.