Da quest'estate, i dipendenti della Commissione europea hanno iniziato a utilizzare Element Pro come alternativa a Microsoft Teams. L'obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dalle aziende statunitensi in nome della cosiddetta sovranità digitale. Al momento si tratta solo di una soluzione di backup, ma i primi riscontri non sono affatto incoraggianti.
Un test partito male
La Commissione punta a trovare alternative a software, hardware, cloud e intelligenza artificiale di aziende extra UE, per garantire un maggiore controllo sui dati e una migliore protezione delle infrastrutture critiche. Per le comunicazioni interne viene ancora usato Microsoft Teams, ma da qualche mese Element Pro è in fase di test in versione self-hosted, quindi ospitata sui server della Commissione. La piattaforma, sviluppata dall'omonima azienda britannica, sfrutta lo standard open source Matrix con l'aggiunta di funzionalità proprietarie. Una scelta discutibile, considerando che il Regno Unito ha lasciato l'Unione europea nel 2020 e che Bruxelles promuove l'adozione di soluzioni open source.
Commenti durissimi dai funzionari
Le funzionalità di Element Pro sono simili a quelle di Teams: chiamate audio e video, condivisione di file, stanze dedicate per le conversazioni e altro ancora. Tuttavia, secondo i commenti raccolti da POLITICO, i risultati dei primi test sono negativi. Un funzionario della Commissione ha scritto su una message board interna che Element Pro è una "schifezza assoluta". Un altro ha dichiarato che, confrontando Element Pro a Teams, gli Stati Uniti "vincerebbero istantaneamente la guerra" se decidessero di staccare la spina alle proprie tecnologie.
Matthew Hodgson, CEO di Element, ha ridimensionato le critiche, sostenendo che si tratta solo di una questione di abitudine: "Ovviamente ci saranno dei problemi iniziali. Ci sarà sempre una dissonanza cognitiva quando si passa a una nuova app, anche solo perché i pulsanti si trovano in una posizione diversa. Il cambiamento è sempre doloroso, soprattutto se si tratta di passare da un programma molto utilizzato come Teams".
La vicenda mette in luce le difficoltà concrete del percorso verso la sovranità digitale europea: trovare alternative valide a piattaforme consolidate è complesso, e la resistenza interna potrebbe rallentare o compromettere l'adozione di soluzioni europee. Il caso Element Pro diventa così un banco di prova per le ambizioni tecnologiche di Bruxelles.