Quando guidava PlayStation, Kaz Hirai non seguiva pedissequamente le direttive dei vertici di Sony. Lo ha rivelato lui stesso in una conversazione pubblicata dalla testata giapponese Nikkei XTrend, riportando un retroscena che getta luce sulle dinamiche interne all'azienda durante gli anni turbolenti della PS3.
Autonomia radicale ai tempi della PS3
Hirai spiega che, alla guida della divisione PlayStation, rivendicava una libertà decisionale quasi assoluta, arrivando a ignorare le indicazioni che arrivavano dalla sede centrale. Una scelta che, secondo l'ex dirigente, era necessaria per rispondere rapidamente alle sfide del mercato videoludico, in un periodo in cui la PlayStation 3 faticava a decollare e richiedeva interventi immediati e coraggiosi.
Il suo approccio cambiò radicalmente quando, nel 2012, divenne amministratore delegato di Sony. Da quel momento, Hirai si trovò a dover bilanciare le esigenze di tutte le divisioni aziendali, non solo quelle di PlayStation, e a rispettare le procedure e le strategie complessive del gruppo. Una transizione che lo costrinse a rivedere il suo stile di leadership, passando da 'ribelle' a custode dell'equilibrio aziendale.
Un'eredità che pesa ancora oggi
Queste dichiarazioni offrono uno spaccato inedito su come PlayStation abbia potuto operare con una certa indipendenza durante gli anni più complessi, ponendo le basi per il successo di PS4 e del brand attuale. La rivelazione di Hirai sottolinea anche quanto sia delicato il rapporto tra una divisione di successo e la casa madre, un tema ancora attuale nel panorama tecnologico e videoludico.