La transizione verso la mobilità a idrogeno incontra un ostacolo inatteso in Italia. A Mantova e Vicolungo, due progetti per la realizzazione di stazioni di rifornimento sono stati fermati, costringendo gli enti locali a rivedere le proprie strategie. Il caso più eclatante riguarda il capoluogo lombardo, dove la mancata costruzione dell'impianto ha portato a un cambio di rotta negli acquisti per il trasporto pubblico.
Mantova, autobus elettrici al posto dell'idrogeno
Il Comune di Mantova aveva pianificato l'acquisto di cinque autobus a idrogeno per modernizzare la flotta del trasporto pubblico locale. Tuttavia, l'assenza della stazione di rifornimento ha reso impraticabile questa scelta. Di conseguenza, l'amministrazione ha deciso di optare per cinque autobus elettrici, una soluzione più facilmente percorribile grazie alla presenza di infrastrutture di ricarica già esistenti o di più semplice installazione. La decisione rappresenta un compromesso necessario per non bloccare il rinnovo del parco mezzi, ma segna un passo indietro rispetto all'ambizioso piano iniziale.
Vicolungo e le incertezze per la rete
Anche a Vicolungo, in provincia di Novara, il progetto per una stazione di rifornimento a idrogeno si è arenato. Le cause non sono state specificate, ma il risultato è simile: la rete di distribuzione dell'idrogeno in Italia rimane fragile e frammentata. Questa doppia battuta d'arresto evidenzia le difficoltà nel creare un'infrastruttura capillare per i veicoli a celle a combustibile, un elemento essenziale per convincere aziende e cittadini a scegliere questa tecnologia. Senza stazioni di rifornimento, infatti, gli autobus e i mezzi pesanti a idrogeno restano un'opzione poco pratica, nonostante i vantaggi in termini di autonomia e tempi di ricarica ridotti.
Il fallimento di questi progetti non significa la fine dell'idrogeno nella mobilità italiana, ma suggerisce una riflessione più ampia: senza investimenti coordinati tra pubblico e privato, la transizione energetica rischia di procedere a velocità diverse, lasciando indietro interi territori. Mantova e Vicolungo diventano così simboli di una sfida ancora aperta, dove le buone intenzioni si scontrano con la realtà delle infrastrutture mancanti.