Dopo un silenzio lungo quattro anni, Raspberry Pi Desktop è pronto a tornare. La versione dell'ambiente grafico del celebre mini computer, pensata per essere installata anche sui PC tradizionali, era rimasta ferma al 2022 con Debian 11. Ora il progetto riparte con una nuova release basata su Debian 13 (Trixie), portando l'esperienza software di Raspberry Pi anche su computer desktop e laptop.
Perché il ritardo?
Mantenere questa variante non è mai stato semplice. Raspberry Pi guadagna principalmente dalla vendita di hardware, mentre il sistema operativo desktop viene distribuito gratuitamente. Di conseguenza, le risorse degli sviluppatori sono state concentrate sui dispositivi dell'azienda, lasciando la versione per PC in secondo piano. Il risultato è stato un abbandono di fatto, durato fino a oggi.
La nuova versione recupera il gap accumulato, integrando diverse novità già presenti su Raspberry Pi OS. Tra queste spiccano il Control Centre, un pannello di controllo centralizzato per gestire le impostazioni di sistema, il nuovo dock per un accesso rapido alle applicazioni e Raspberry Pi Connect, il servizio che permette di accedere e controllare da remoto un dispositivo. Queste funzionalità rendono l'ambiente più moderno e vicino alle esigenze degli utenti desktop.
Cosa cambia per gli utenti
La novità più significativa riguarda però il supporto ai PC a 32 bit, che viene ufficialmente abbandonato. La nuova release è pensata esclusivamente per architetture a 64 bit, in linea con le tendenze attuali del mercato. Chi possiede macchine più datate dovrà quindi rinunciare all'aggiornamento. Per tutti gli altri, Raspberry Pi Desktop si propone come un'alternativa leggera e versatile per rivitalizzare vecchi computer o creare postazioni dedicate, senza dover acquistare hardware nuovo.