Una settimana di caos e criticità si è chiusa a Napoli con un bilancio preoccupante: 20 persone sono finite al pronto soccorso in due giorni per aver ingerito piccole quantità di benzina o diesel. Lo scenario è quello di un film post-apocalittico, tra furti di carburante dalle auto in sosta e travasi improvvisati dalle taniche ai serbatoi, complici i giorni di fermo dei mezzi pesanti e la chiusura di gran parte dei distributori.
Il fai-da-te che manda in ospedale
Molti automobilisti, presi dal panico e dalla necessità di dover guidare, hanno fatto provviste durante la protesta degli autotrasportatori. Per recuperare il carburante hanno utilizzato tubi di gomma, aspirandolo a bocca: un gesto che ha causato l'ingestione accidentale di piccole quantità di benzina o diesel. Almeno 20 persone in due giorni si sono rivolte al Centro Antiveleni (CAV) dell'ospedale Cardarelli di Napoli, riferendo di aver ingerito carburante.
«In questi casi – hanno spiegato dal Cardarelli – la risoluzione avviene quasi sempre in via naturale, senza bisogno di andare in pronto soccorso». Solo in situazioni di intossicazione acuta è necessario rivolgersi subito a un medico. A Napoli sono state fornite consulenze a persone già recatesi spontaneamente in pronto soccorso: si tratta quasi sempre di lievi ingestioni, con pazienti asintomatici e senza effetti impattanti sulla salute. In caso di vomito, cefalea e vertigini, però, è consigliato contattare gli specialisti. Il CAV del Cardarelli è operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e rappresenta un punto di riferimento per le intossicazioni nel Meridione.
Prezzi fuori controllo e indagini
Dopo il blocco dei tir, i prezzi del gasolio sono schizzati alle stelle. Nei pochi distributori rimasti aperti, benzina e diesel hanno raggiunto persino 4 euro al litro. La Guardia di Finanza ha avviato indagini, valutando anche l'ipotesi di infiltrazioni mafiose. L'emergenza non risparmia gli scaffali dei supermercati: i pomodorini sono stati venduti in alcuni casi a circa 10 euro al kg, mentre un pacco di riso comune è arrivato a 4 euro. Rincari che pesano sulle famiglie già in difficoltà per le quotazioni dei carburanti, dando la misura di una crisi che rischia di aggravarsi.