Ken Kutaragi, l'uomo che molti considerano il "papà della PlayStation" per aver guidato lo sviluppo delle prime tre generazioni della console, è tornato a parlare del tema più caldo del settore: la decisione di Sony di abbandonare progressivamente il supporto fisico. Intervenuto alla Game Republic New Horizons di Middlesbrough, in Inghilterra, l'ex dirigente ha spiegato la sua posizione a VGC, schierandosi di fatto con l'azienda nipponica che ha lasciato oltre 19 anni fa.
Una questione di sostenibilità economica
Secondo Kutaragi, mantenere in vita il formato fisico non è più economicamente sostenibile. Il problema non riguarda soltanto le abitudini di acquisto dei consumatori, ma anche il significato che i dischi hanno assunto nel tempo. Per molti utenti possedere un supporto equivale a possedere davvero un gioco, ma si tratta di un'assunzione errata: come ricorda l'ingegnere, basta leggere gli accordi di licenza per capire che si è sempre acquistata una licenza, anche quando le console non erano connesse a internet.
La PlayStation come terminale, non solo console
Kutaragi ritiene inoltre che l'attuale dirigenza di Sony guardi a PlayStation in modo diverso rispetto al passato, complice la presenza di professionisti provenienti da Gaikai e da altre aziende specializzate nello streaming. La console potrebbe essere vista sempre più come un terminale per accedere ai contenuti, anziché come una semplice macchina da gioco. Del resto, già nel 2006 l'ingegnere aveva previsto che la distribuzione digitale avrebbe reso superflui i dischi, anticipando di fatto la transizione in corso.
La posizione di Kutaragi arriva in un momento delicato per il settore, con i giocatori che continuano a esprimere malcontento per la scomparsa dei supporti fisici. L'ex dirigente comprende la rabbia della community, ma resta convinto che la strada intrapresa da Sony sia quella giusta e inevitabile.