Dopo mesi di attesa, Meta ha finalmente scoperto le carte. Si chiama Muse Wonder, ha un fratello maggiore Muse Wonder Full e, secondo l'azienda, rappresenta il primo vero tentativo di sedersi al tavolo dei grandi dell'intelligenza artificiale. Fino a oggi il Meta Superintelligence Lab aveva puntato su Muse Spark, un modello leggero pensato per risposte rapide. Ora la musica cambia: i nuovi arrivati sono più grandi, più capaci e ottengono punteggi migliori nei benchmark, soprattutto nei compiti complessi come la scrittura di codice.
Prestazioni e prezzi da big player
Nella scheda tecnica diffusa da Meta, i test condotti internamente piazzano Muse Wonder più o meno alla pari con Fable 5.1 e GPT-6 Astra. Va ricordato che i benchmark sono stati eseguiti dalla stessa azienda, quindi il dato va pesato con cautela. La stazza si riflette anche sul costo: tramite la Meta Model API, Wonder costa 4 dollari per milione di token in ingresso e 20 dollari per milione in uscita, lo stesso livello di GPT-6 Sol o Opus 5.5. Wonder Full, invece, resta chiuso in un salottino riservato: sarà disponibile solo per gli abbonati a Muse Code e non passerà dall'API. Entrambi i modelli faranno da motore all'agente Muse.
La vera scommessa: la memoria attiva
Il cavallo di battaglia su cui Meta punta davvero è la memoria attiva: la capacità di trattenere e rielaborare ciò che l'utente racconta, senza ricominciare da zero a ogni conversazione. Per dimostrarlo, l'azienda cita MemoryBench, un test progettato per mettere in difficoltà i sistemi di apprendimento continuo. Secondo i risultati di Meta, Muse Wonder batte Fable, Opus e Astra. Resta da capire cosa il modello deciderà di considerare importante e con quale frequenza, un aspetto cruciale per chi vuole assistenti personali davvero affidabili su compiti lunghi.
Dietro il lancio c'è una storia di ricostruzione. Questi sono i primi modelli di frontiera rilasciati da quando Alexandr Wang, fondatore di Scale AI, ha riorganizzato l'intelligenza artificiale in Meta ad agosto dell'anno scorso. Da allora erano usciti Muse Spark e l'agente Muse. L'addestramento è avvenuto nel data center Prometheus, nel centro dell'Ohio, entrato in funzione all'inizio di quest'anno. Tra file di server e ventole che soffiano come un branco di balene, è nato il primo vero tentativo di Meta di fare sul serio. Staremo a vedere.