Il mondo di GTA 6 non sarà un semplice sfondo per la campagna principale. A dichiararlo è Rob Nelson, co-responsabile di Rockstar North, che durante un'intervista ha paragonato l'esperienza open world di Leonida a quella della Frontiera di Red Dead Redemption 2. Un accostamento che la dice lunga sulle ambizioni del team di sviluppo, deciso a creare un ecosistema vivo e reattivo in cui ogni angolo ha un peso specifico.
Campagna e free roaming sullo stesso piano
Secondo Nelson, la storia e l'esplorazione libera avranno la stessa importanza. Non ci sarà quindi una modalità 'principale' da seguire in modo lineare e un contorno di missioni secondarie da ignorare: entrambe le componenti saranno estremamente profonde e integrate. È lo stesso approccio che aveva reso la Frontiera di Red Dead Redemption 2 un personaggio a sé, con ecosistemi, attività e incontri casuali capaci di raccontare storie senza bisogno di script.
La sfida per Rockstar sarà trasferire quella densità narrativa e ambientale in una metropoli contemporanea come Vice City e nelle sue zone limitrofe. Se il paragone regge, i giocatori possono aspettarsi un open world in cui perdersi sarà non solo possibile, ma addirittura incoraggiato, con conseguenze tangibili sul modo di vivere l'avventura.
Un mondo che nemmeno Rockstar ha visto del tutto
L'entità del progetto è tale che, come ammesso dallo stesso team, nemmeno gli sviluppatori hanno ancora esplorato ogni contenuto di GTA 6. Una dichiarazione che alimenta l'attesa per un titolo potenzialmente in grado di ridefinire gli standard del genere open world, sulla scia di quanto fatto con Red Dead Redemption 2. L'obiettivo dichiarato è chiaro: offrire un'esperienza in cui campagna e libera esplorazione si sostengano a vicenda, senza che una prevalga sull'altra.