Negli ultimi anni gli smartphone sono diventati più potenti e raffinati, ma hanno perso per strada un pezzo che molti rimpiangono: il jack audio da 3,5 mm. Una scelta che ha complicato la vita a chi preferisce ancora le cuffie con filo, vuoi per abitudine, vuoi per la qualità superiore che una connessione cablata garantisce. La buona notizia è che esiste una soluzione semplice, economica e persino superiore al vecchio connettore: un DAC USB-C.
Cos'è un DAC e perché conviene
L'acronimo sta per Digital-to-Analog Converter: si tratta del convertitore che trasforma il segnale audio digitale in un segnale analogico utilizzabile dalle cuffie. Ogni dispositivo audio digitale ne integra uno, ma un DAC esterno assicura una conversione più pulita, meno rumore di fondo e un'amplificazione migliore rispetto alle uscite di qualità modesta. In pratica, colleghi il piccolo adattatore alla porta USB-C dello smartphone e ritrovi il jack per le tue auricolari tradizionali, con un plus di qualità.
Due opzioni utili e low cost
Sul mercato esistono decine di modelli, ma l'obiettivo resta lo stesso: ripristinare una funzione utile senza spendere troppo. Le proposte più interessanti sono due, entrambe economiche e facili da trovare. Il consiglio è di scegliere un DAC con chip di conversione di buona qualità e, se possibile, con un'uscita audio ben schermata, così da evitare interferenze e fruscii. In questo modo anche uno smartphone senza jack può tornare a suonare come si deve, e chi ama le cuffie con filo non dovrà rinunciare a nulla.
Insomma, il jack è scomparso dagli smartphone, ma non dalle nostre orecchie: con un DAC USB-C da pochi euro si recupera la connessione cablata e si ottiene persino un ascolto migliore. Un piccolo accessorio che vale la pena tenere in tasca.