La JAXA, l'agenzia spaziale giapponese, è pronta a scrivere una nuova pagina dell'esplorazione spaziale. La missione MMX (Martian Moons eXploration) partirà dal centro spaziale di Tanegashima a bordo di un razzo H3, il lanciatore di nuova generazione sviluppato in Giappone. Destinazione: Phobos, la più grande delle due lune di Marte, un corpo celeste che potrebbe custodire indizi fondamentali sulla formazione del sistema solare.
Un obiettivo ambizioso: riportare campioni lunari
Il cuore della missione è senza precedenti: MMX tenterà di prelevare materiale dalla superficie di Phobos e di riportarlo sulla Terra. Se il piano andrà a buon fine, si tratterà dei primi campioni di una luna marziana mai analizzati nei laboratori terrestri. La sonda utilizzerà un sistema di atterraggio e raccolta robotizzato, progettato per operare in un ambiente a bassa gravità e con temperature estreme. I campioni, una volta sigillati, affronteranno un viaggio di ritorno di mesi prima di essere recuperati.
Perché Phobos è così importante
Phobos e Deimos, le due lune di Marte, sono al centro di un acceso dibattito scientifico: sono asteroidi catturati dalla gravità marziana o frammenti espulsi dal pianeta rosso in un passato remoto? Analizzare la composizione chimica e isotopica del suolo di Phobos potrebbe risolvere questo enigma e offrire nuove chiavi di lettura sulla storia di Marte e sulla disponibilità di risorse per future missioni umane. Inoltre, la luna rappresenta un potenziale avamposto per l'esplorazione con equipaggio, grazie alla sua posizione strategica.
Il lancio di MMX è previsto nei prossimi anni, con un programma che coinvolge partner internazionali, tra cui la NASA e l'ESA, per la strumentazione scientifica e il supporto alle operazioni. Se tutto procederà secondo i piani, la capsula con i campioni tornerà sulla Terra intorno agli anni '30, segnando una svolta epocale per la planetologia e per il ruolo del Giappone nell'esplorazione del sistema solare.