Meta ha presentato Waddle World, una nuova app che riporta in auge lo spirito del Tamagotchi con un animaletto virtuale in pixel art. Il progetto è sbarcato su iOS e Android, ma al momento è disponibile esclusivamente nelle Filippine. A individuarlo per primo è stato il consulente di social media Matt Navarra, che ne ha condiviso le caratteristiche principali. Non è chiaro se e quando l'app verrà distribuita in altri mercati: Meta non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.
Un compagno virtuale senza pressioni
Il cuore dell'esperienza ruota attorno a un piccolo mondo in stile 16-bit, dove l'utente crea e accudisce una creatura fatta di pixel. La filosofia di fondo è dichiarata con insistenza: nessun obbligo, nessuna serie di accessi quotidiani da mantenere, nessun punteggio da migliorare. Si torna a trovare l'animaletto quando si vuole, che si tratti di due minuti o di venti, e lui sarà comunque soddisfatto. Niente rinfacciamenti per le assenze, insomma: un approccio che strizza l'occhio a chi è stanco delle meccaniche di gioco compulsive.
Diario vocale, minigiochi e cartoline personalizzate
Sotto la superficie da videogioco retrò si nasconde una funzione più intima: un diario in cui raccontare la propria giornata a voce o per iscritto. L'animaletto ascolta e rielabora quanto appreso, restituendolo con una voce propria, una pagina e un piccolo scarabocchio illustrato. Non mancano minigiochi rapidi da affrontare in pochi minuti e, una volta a settimana, la possibilità di ricevere un'email personalizzata basata su ciò che la creatura ha imparato dall'utente.
La scelta di limitare l'accesso ai maggiori di 18 anni e di non costruire un chatbot non è casuale. Character.AI e OpenAI sono finite in tribunale con accuse pesanti legate all'impatto dei loro prodotti sugli adolescenti. Meta sembra voler evitare quel terreno minato, puntando su un animale e un luogo virtuale anziché sull'ennesimo amico artificiale con cui conversare per ore. Waddle World arriva dopo altre sperimentazioni targate Meta a base di intelligenza artificiale, come Pocket e Vibes, e potrebbe rappresentare solo un test in vista di qualcosa di più ambizioso, magari un gadget fisico in stile Tamagotchi alimentato da Muse.